
La Corte nel caso in esame valutando la natura simulata dei contratti di collaborazione posti in essere, dal 1999 al 2004 ininterrottamente, dall’Ente locale con un professionista, avendo egli agito come lavoratore subordinato, infatti lo stesso “doveva soggiacere al potere gerarchico-direttivo del datore di lavoro “rappresentato dai dirigenti”, svolgere i compiti del tecnico comunale senza margini di autonomia, osservare un orario di lavoro predeterminato, il tutto a fronte di una retribuzione costituita da compenso di importo fisso, tutte circostanze dalle quale si ricavava la natura subordinata del suo rapporto di lavoro.”, riconosce il diritto al risarcimento del danno da abuso dei contratti a termine ex art. 36 del Dlgs 165/01.
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