SOLO CON LA SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA IL CONTRATTO INTEGRATIVO E’ EFFICACE – CORTE DEI CONTI LIGURIA DELIBERA N. 68/2017

La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Regione Liguria, dall’esame della relazione relativa al rendiconto 2014 e della documentazione acquisita successivamente dal Comune di Taggia (IM), ha accertato la violazione dell’articolo 227, comma 2 TUEL, in relazione all’approvazione oltre il termine prescritto del rendiconto consuntivo relativo all’esercizio 2014 nonché, la violazione delle norme che disciplinano la contrattazione integrativa.

Link al documento: https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/SearchDelibera.do?selezione=dettaglio&id=2734-16/08/2017-SRCLIG

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E’ POSSIBILE INSERIRE L’ANTICIPAZIONE DI LIQUIDITA’ NEL FONDO CREDITI DUBBIA ESIGIBILITA’ RETTIFICANDO IL DISAVANZO – CORTE DEI CONTI SEZIONI RIUNITE SENTENZA N. 21/2017

FATTO

Con deliberazione n. 21 del 23 luglio 2015, il Consiglio comunale di Montalto Uffugo ha deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’art. 243-bis del TUEL, a cui ha fatto seguito la deliberazione n. 39/2015 di approvazione del piano di riequilibrio finanziario con decorrenza dall’esercizio finanziario 2015 e per la durata di 10 anni.

A seguito della concessione dell’anticipazione di liquidità di cui al d.1. n. 78/2015, tale piano è stato rimodulato una prima volta, con la deliberazione n. 2/2016 e, successivamente, a seguito di richiesta di chiarimenti istruttori, con deliberazione n. 22/2016.

Sul piano rimodulato per la seconda volta, la Commissione ministeriale si è espressa con la relazione del 10 ottobre 2016.

La Sezione di controllo, alla luce delle risultanze finali contenute nella predetta relazione, nonché della documentazione in atti, con deliberazione n. 111/2016, ravvisava la necessità di acquisire, ai fini del giudizio finale di attendibilità e conformità del piano di riequilibrio pluriennale, ulteriori specifiche integrazioni istruttorie, assegnando, contestualmente, al Comune il termine di trenta giorni per provvedere.

L’Ente, con nota prot. n. 26056 del 28 dicembre 2016, forniva le proprie controdeduzioni e l’aggiornamento dei dati contabili.

Il saldo da finanziare individuato dall’Ente ammontava ad € 23.284.429,57, imputato per il periodo di durata decennale del piano di riequilibrio finanziario.

L’Ente dichiarava, in sede di redazione del piano di riequilibrio, l’esistenza di ingenti debiti fuori bilancio (antecedenti anche all’anno 2013), pari ad € 12.501.458,23 (di cui € 3.547.588,79 relativi a sentenze esecutive), cui dovevano aggiungersi “ulteriori debiti censiti dagli uffici ma ancora in istruttoria o privi del parere dell’Organo di revisione”, quantificati in €1.791.344,00.

La massa dei debiti da finanziare con il piano di riequilibrio, conseguentemente, ammontava ad € 14.292.802,23.

In fase di rimodulazione del piano di riequilibrio, approvata con delibera n. 22/2016, la massa debitoria da finanziare (comprensiva anche delle passività potenziali) veniva quantificata complessivamente in € 14.144.751,46 (di cui € 12.501.458,23 per debiti già riconosciuti ed € 1.643.293,23 per passività potenziali).

Successivamente, in sede di controdeduzioni, l’Ente rappresentava la massa debitoria da finanziare con il piano di riequilibrio per un totale di debiti pari ad € 14.067.862,82, rimodulato nei seguenti termini:

Debiti riconosciuti: € 12.818.587,47 (di cui € 317.129,24 riconosciuti dopo la rimodulazione del piano);

Passività potenziali in corso di istruttoria: € 965.584,04;

Passività potenziali allo stato non ancora riconoscibili: € 283.691,31. Continua a leggere

STABILIZZAZIONE ED ESTENSIONE DELL’INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE PER I LAVORATORI CON RAPPORTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA DIS-COLL. ISTRUZIONI CONTABILI, VARIAZIONI AL PIANO DEI CONTI – CIRCOLARE INPS N. 115/2017

Link al documento: https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%20115%20del%2019-07-2017.htm

DANNO ERARIALE PER INCARICHI DIRIGENZIALI SENZA I REQUISITI – CORTE DEI CONTI LOMBARDIA SENTENZA N. 91/2017

FATTO

  1. Con atto di citazione depositato il 24 novembre 2016, la Procura regionale citava in giudizio i convenuti in epigrafe, nelle rispettive vesti istituzionali rivestite presso l’ARPA Lombardia (d.g. il dr. Benezzoli, direttore amministrativo il dr. Trizzino, dirigente dell’U.O. Personale e organizzazione il dr. Zicoia, componenti del C.d.A. i restanti convenuti), esponendo quanto segue:
  2. A)che, con esposto 29.5.2014 del gruppo “Movimento 5 stelle”, era stato segnalato alla Procura un possibile danno erariale derivante dal conferimento di un incarico dirigenziale esterno apicale (Direttore del Settore Aria e Agenti Fisici) alla dr.ssa Silvia Bellinzona presso l’Arpa Lombardia;
  3. B)che l’istruttoria espletata aveva acclarato che alla dott.ssa Bellinzona erano stati conferiti i seguenti incarichi:

–                     con decreti del Direttore Generale n. 503 del 15 luglio 2011 e n. 539 del 29 luglio 2011, previa informativa al Consiglio di Amministrazione di cui alla deliberazione n. IV/79 del 15 luglio 2011, l’incarico di Direttore del Settore Aria e Agenti Fisici, con decorrenza 1/8/2011 e scadenza al 31/12/2013 (doc. n. 6);

–                     con decreto n. 416 del 15 giugno 2012, previa informativa al Consiglio di Amministrazione di cui alla deliberazione n. IV/98 del 15 giugno 2012, l’incarico di Direttore del Settore Monitoraggi Ambientali, con decorrenza 1/07/2012 e scadenza al 31/12/2013 (doc. n. 7);

–                     con decreto n. 786 del 17 dicembre 2013, previa informativa al Consiglio di Amministrazione di cui alla deliberazione n. V/09 del 16 dicembre 2013, l’incarico di Direttore del Settore Monitoraggi Ambientali, con decorrenza 1/01/2014 e scadenza al 31/12/2018 (doc. n. 8 comprensivo del contratto accessivo di lavoro);

  1. C)che dall’esame della documentazione (anche) trasmessa dall’Arpa era emerso che: a) il decreto n. 503/2011 era stato adottato dal Direttore Generale dott. Benezzoli, su proposta del Direttore del Settore Amministrativo dott. Trizzino, prevedendo la decorrenza dell’incarico dal 16 agosto 2011 e che tale provvedimento era stato, poi, sostituito con il successivo decreto rettificativo n. 539/2011, con il quale era stata anticipata la decorrenza dell’incarico al 1 agosto 2011. Questo secondo decreto è stato adottato dal Direttore Generale dott. Benezzoli, su proposta del Direttore del Settore Amministrativo dott. Trizzino e previa predisposizione/vaglio del Responsabile del procedimento dr. Zicoia – Dirigente Responsabile U.O. Personale e Organizzazione, i quali avevano siglato il provvedimento. Con riferimento alla posizione del dott. Zicoia la Procura precisava che era in contestazione la sottoscrizione del solo decreto rettificativo n. 539/2011 del 29/07/2011; b) il decreto n. 416/2012 era stato adottato dal Direttore Generale dott. Benezzoli, su proposta del Direttore del Settore Amministrativo dott. Trizzino e previa predisposizione/vaglio del Responsabile del procedimento dr. Zicoia – Dirigente Responsabile U.O. Personale e Organizzazione, i quali avevano siglato il provvedimento; c) il decreto n. 786/2013 era stato adottato dal Direttore Generale dott. Benezzoli, su proposta del Direttore del Settore Amministrativo dott. Trizzino e previa predisposizione/vaglio del Responsabile del procedimento dr.  Zicoia – Dirigente Responsabile U.O. Personale e Organizzazione, i quali avevano siglato il provvedimento;
  2. D)che i contratti di lavoro, accessivi a tali decreti e sottoscritti dal Direttore Generale dott. Benezzoli (oltre che dalla dr.ssa Bellinzona), prevedevano una retribuzione pari a: euro 97.042,28 annui lordi elevabile di un’ulteriore quota fino ad Euro 20.658,00 lordi secondo l’esito delle valutazioni annuali (contratto del 18 luglio 2011); euro 97.042,28 annui lordi elevabile di un’ulteriore quota fino ad euro 20.658,00 lordi secondo l’esito delle valutazioni annuali (contratto del 1 luglio 2012); euro 100.000,00 annui lordi elevabile di un’ulteriore quota fino ad euro 20.000,00 lordi secondo l’esito delle valutazioni annuali (contratto del 17 dicembre 2013);
  3. E)che il Consiglio di Amministrazione di ARPA era stato preventivamente informato dal Direttore Generale di tali nomine, ai sensi dell’articolo 5 comma 8 del regolamento di organizzazione, e ne erano scaturite: a) la delibera di C.d.A. del 15 luglio 2011 (doc. n. 9) avente ad oggetto il decreto n. 503/2011, con voto favorevole di Lucchini Enzo, Armati Claudio, Paris Bruno, Reali Roberto, b) delibera di C.d.A. del 15 giugno 2012 (doc. n.10) avente ad oggetto il decreto n. 416/2012, con voto favorevole di  Lucchini Enzo, Armati Claudio, Reali Roberto, c) delibera di C.d.A. del 16.12.2013 (doc. n.11) avente ad oggetto il decreto n. 786/2013, con voto favorevole di Simini Bruno, Colombo Mario, Passera Carlo, Rosco Giuliano, Zambelli Stefania;
  4. F)che la motivazione del conferimento dell’incarico esterno di cui ai decreti di nomina si limitava a dare atto che erano stati “valutati i titoli, le competenze e le esperienze professionali”e che dal curriculum vitae della dott.ssa Bellinzona, trasmesso dall’Amministrazione, e da successivi riscontri fatti, su delega della Procura, dai NAS dei Carabinieri, emergevano le seguenti esperienze professionali antecedenti alla nomina dirigenziale in ARPA:

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MANIFESTI E POST SU FACEBOOK CONTRO I DIPENDENTI PUBBLICI SONO REATO SE MANCA LA VERITA’ DEL FATTO – CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA N. 34160/2017

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DUBBI SULL’INCLUSIONE DEGLI INCENTIVI PER FUNZIONI TECNICHE NEI LIMITI DEL FONDO DEL SALARIO ACCESSORIO – CORTE DEI CONTI LIGURIA DELIBERA N. 58/2017

La Sezione regionale di controllo per la Liguria, considerata l’esigenza di un’interpretazione uniforme della normativa disciplinante gli incentivi tecnici di cui al comma 2 dell’art. 113 del d.lgs. n. 50 del 2016, ai fini del rispetto dei limiti di spesa del personale, sospende la decisione sul parere richiesto dal Comune di Ceriale per sottoporre al Presidente della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 17, comma 31, del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito dalla legge n. 102 del 2009, e dell’art. 6, comma 4, del decreto-legge n. 174 del 2012, convertito dalla legge n. 213 del 2012, sotto l’illustrata differente prospettazione interpretativa, la seguente questione di massima: “se gli incentivi tecnici di cui al comma 2 dell’art. 113 del d.lgs. n. 50 del 2016, debbano essere ricompresi nel computo della spesa rilevante ai fini del rispetto del tetto di spesa previsto dall’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006, nonché ai fini del rispetto del tetto di spesa previsto dall’art. 1, comma 236, della legge n. 208 del 2015.

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NO ALLA CONSERVAZIONE DEL SALARIO ACCESSORIO IN CASO DI TRASFERIMENTO – CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA N. 17775/2017

Seguente ORDINANZA sul ricorso 23749-2012 prQpoqto da: COMUNE DI ALGHERO C.F. 00249350901, in persona del Sindaco pro tempore, domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR PRESSO LA CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato CRISTINA SCARFO’, che lo rappresenta e difende, giusta delega in atti; – ricorrente – contro MULAS SALVATORE C.F. MLSSVT52L29A977T, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COLOSSI 53, presso lo studio dell’avvocato DANIELA EMPOLI, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato PIETRO CONGIATU, giusta delega in atti; – controricorrente – avverso la sentenza n. 87/2012 della CORTE D’APPELLO DI CAGLIARI sezione distaccata di SASSARI, depositata il 06/04/2012 R.G.N. 340/11. . n. 23749/2012 R.G. .. RILEVATO che con sentenza depositata il 6.4.2012 la Corte di Appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari, ha confermato la decisione del Tribunale della medesima sede che aveva accolto la domanda proposta da Mulas Salvatore, Roberto Piras e Maria Domenica Slolinas – transitati dall’Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Alghero (soppressa con legge regionale n. 7 del 2005) al Comune di Alghero a decorrere dall’1.7.2006 – avente ad oggetto la corresponsione delle indennità di posizione, maneggio denaro e videoterminalista percepite presso l’ente di provenienza, in considerazione della natura fissa e continuativa di tali voci retributive; che avverso tale sentenza il Comune di Alghero ha proposto ricorso affidato a due motivi, al quale ha opposto difese con controricorso il Mulas; che entrambe le parti hanno depositato memorie; CONSIDERATO che il Comune, nel denunciare la disposizione di legge regionale e i principi dell’ordinamento che governano il riparto degli oneri probatori, nonché vizio di motivazione, assume che la sentenza impugnata ha errato nel ritenere fisse e continuative indennità di carattere accessorio, erogate dall’ente autonomo in considerazione a particolari posizioni e responsabilità rivestite dal lavoratore, non più attribuite presso l’ente territoriale; che ritiene il Collegio si debba accogliere il ricorso avendo questa Corte già affermato che solamente le indennità corrisposte al personale transitato presso altro ente pubblico che costituiscono una componente retributiva fissa e continuativa avente il carattere di generalità rientrano nella garanzia di mantenimento della posizione retributiva maturata (cfr. Cass. n. 19916/2016); che a dette conclusioni la Corte è pervenuta, in analoghe fattispecie, rilevando che il computo degli “emolumenti fissi e continuativi” (dizione espressamente utilizzata dall’art. 24 della legge Regione Sardegna n. 7 del 2005) si riferisce esclusivamente alle voci di retribuzione riconosciute a tutti i dipendenti, con conseguente esclusione degli emolumenti che trovino causa in una situazione contingente e temporanea, in quanto destinati a venire meno una volta che questa sia cessata, o dei compensi erogati in ragione di particolari modalità della prestazione lavorativa o collegati a specifici disagi o difficoltà, i quali non spettano allorchè vengano meno le situazioni cui erano collegati (cfr. Cass. n. 20604/2013 con riguardo all’indennità di distacco; Cass.n. 12906/2013 con riguardo alle voci premiali, connesse ai risultati; Cass.i • n. 23749/2012 R.G. n.1156/2014 con riguardo all’indennità di posizione da escludere dalla base di computo dell’indennità di buonuscita che riguarda solo emolumenti fissi e continuativi; Cass. n. 10449/2006 n. 10449); che, pertanto, il Comune ricorrente non è tenuto a corrispondere indennità, quali quella di posizione, di maneggio denaro e di videoterminalista, prive del carattere di generalità e connesse a situazioni collegate a specifiche responsabilità o modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, suscettibili di venir meno in caso di mutamento della situazione a cui sono collegate; che la Corte distrettuale, accogliendo la domanda del lavoratore, non si è conformata al principio di diritto affermato da questa Corte; ne deriva l’accoglimento del ricorso; la sentenza impugnata deve essere cassata, rinviandosi alla Corte di appello di Cagliari per l’applicazione del principio di diritto innanzi formulato; che le spese di lite del presente giudizio di legittimità sono regolate dal giudice di rinvio; che non sussistono la condizioni di cui all’art. 13 c. 1 quater dPR 115 del 2002 P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di appello di Cagliari. Così deciso nella Adunanza camerale del 21 aprile 2017 Il Presidente Dott. Giuseppe a ol o Il Flunionari 4 .

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