Incentivi tecnici. Operazione di partenariato pubblico-privato – CORTE DEI CONTI Sezione regionale di controllo per la Lombardia Deliberazione 289/PAR del 31 agosto 2026

Incentivi tecnici. Operazione di partenariato pubblico-privato - CORTE DEI CONTI Sezione regionale di controllo per la Lombardia Deliberazione 289/PAR del 31 agosto 2026

La Sezione di controllo ha reso il parere richiesto in materia di incentivi tecnici da un Comune lombardo nei termini che seguono: “a) In caso di affidamento diretto per la riqualificazione e gestione di un impianto sportivo comunale, disposto nell’ambito di un partenariato pubblico-privato ai sensi dell’art. 5, comma 1, del d.lgs. n. 38/2021, gli incentivi per le funzioni tecniche di cui all’art. 45 [del d.lgs. n. 36/2023] possono essere riconosciuti al personale dell’ente concedente per le sole attività tassativamente indicate nell’allegato I.10, effettivamente svolte e debitamente attestate, assumendo quale base di calcolo, nel limite massimo del 2 per cento, il valore della concessione determinato ai sensi dell’art 179, senza che vi osti l’assenza di un canone concessorio o di un corrispettivo o contributo pubblico”; b) “Il requisito degli «stanziamenti previsti per le singole procedure di affidamento» di cui all’art. 45, comma 1, può essere integrato da uno specifico stanziamento autonomamente iscritto nel bilancio dell’ente concedente e riflesso nel quadro economico complessivo dell’operazione, purché preventivo, univocamente collegato alla procedura e coperto con risorse rispettose degli equilibri di bilancio secondo il meccanismo di ‘giro’ contabile”; c) “Resta ferma la necessaria valutazione ed eventuale previsione regolamentare in ottica di contenimento della spesa, ai sensi dell’art. 45, comma 2, ultimo periodo, di una diversa modalità di retribuzione delle funzioni tecniche svolte dal proprio personale, con conseguente applicazione di altra forma di remunerazione della prestazione invece di quella prevista dal comma 1 del medesimo articolo”.

Fonte: ARANAGENZIA

Link: https://banchedati.corteconti.it/documentDetail/SRCLOM/289/2026/PAR

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Incarico di affiancamento operativo retribuito affidato a ex dipendente in quiescenza – CORTEDEI CONTI Sezione regionale di controllo per la Toscana Deliberazione 166/PAR del 28/8/2026

Incarico di affiancamento operativo retribuito affidato a ex dipendente in quiescenza - CORTEDEI CONTI Sezione regionale di controllo per la Toscana Deliberazione 166/PAR del 28/8/2026

La Corte riscontra in merito alla richiesta di parere presentata da un Sindaco inerente alla possibilità di conferire un incarico retribuito a un soggetto, già dipendente dell’Amministrazione, collocato in quiescenza, di affiancamento operativo, supporto e assistenza al Responsabile del Servizio finanziario, nonché alla possibilità di equiparare, a tale fine, il nuovo Responsabile del Servizio, individuato internamente all’Ente, a un soggetto neoassunto.. La questione attiene al perimetro applicativo del divieto di conferimento di incarichi a soggetti titolari di trattamento pensionistico previsto dall’art. 5, comma 9, del dl 95 del 2012 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario”, convertito, con modifiche, dalla legge n. 135 del 2012, e s.m.i.. L’art. 5, c. 9, del citato decreto-legge pone un divieto in relazione a specifiche attività, tra le quali non rientra quella di affiancamento operativo. Quest’ultima si qualifica in base al contenuto della prestazione richiesta all’incaricato (ossia, il passaggio di competenze “pratiche” per assicurare la continuità nell’azione amministrativa e preservare il bagaglio di esperienze “operative” maturate nel corso del tempo) e non in relazione al soggetto dipendente nei confronti del quale la stessa è rivolta. “Pertanto, atteso il tenore della norma oggetto di parere, non può in nuce escludersi che il destinatario dell’attività, piuttosto che un neoassunto, sia una figura assegnata ad una diversa funzione nell’ambito della stessa Amministrazione. Ciononostante, preme ribadire come l’incarico retribuito di affiancamento operativo a un soggetto collocato in quiescenza a favore del dipendente non possa travalicare i confini delle attività più volte tratteggiate, ossia ’affiancamento operativo, supporto e assistenza‘; difatti, qualora l’affiancamento a titolo oneroso dovesse essere finalizzato a colmare la specifica competenza tecnica richiesta per ricoprire posizioni nevralgiche e complesse per garantire il buon andamento organizzativo degli uffici dell’Ente e praticamente dovrebbe configurare – al di là del nomen juris impiegato – un’attività di consulenza o addirittura di fatto sostitutiva nella gestione amministrativa, esso ricadrebbe nel divieto di cui all’art. 5, comma 9, citato (cfr. ex plurimis Sezione regionale di controllo per la Lombardia, deliberazione n. 172/2024/PAR). Da ultimo, spetta naturalmente al Comune ogni valutazione in merito alla necessità dell’incarico che si intende affidare e alla coerenza della soluzione organizzativa prospettata con i principi di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, anche alla luce dei profili di complessità e delicatezza che caratterizzano la funzione da affiancare”.

Fonte: ARANAGENZIA

Link: https://banchedati.corteconti.it/documentDetail/SRCTOS/166/2026/PAR

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Limite finanza pubblica art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 75/2017. Esclusione salario accessorio dei dipendenti impegnati nella costituzione di un Ufficio di piano – CORTEDEI CONTI Sezione regionale di controllo per la Liguria Deliberazione 71/PAR del 7/8/2026

Limite finanza pubblica art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 75/2017. Esclusione salario accessorio dei dipendenti impegnati nella costituzione di un Ufficio di piano - CORTEDEI CONTI Sezione regionale di controllo per la Liguria Deliberazione 71/PAR del 7/8/2026

La Sezione regionale di controllo per la Liguria della Corte dei conti ritiene che le risorse destinate a finanziare il salario accessorio dei dipendenti impegnati nella costituzione di un “Ufficio di piano” possano essere escluse dal limite di finanza pubblica posto dall’art. 23, comma 2, del d.lgs. 75 del 2017 nei limiti delineati dalla giurisprudenza richiamata in motivazione dalla stessa (Corte conti, SSRR in sede di controllo, deliberazione 51/2011/CONTR, che ha trovato seguito nelle deliberazioni della Sezione delle Autonomie 2/2013/QMIG e 34/2016/QMIG; Corte conti, SRC Puglia, deliberazione 22/2012/PAR; deliberazione della Sezione delle Autonomie 6/2018/QMIG, Corte conti, SSRR, deliberazione 7/CONTR/2011; deliberazioni della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti 20/2017/QMIG e 23/2017/QMIG nonché, da ultimo, 10/2026/QMIG; deliberazione 26/2014/QMIG, e deliberazione 21/2014/QMIG della Sezione delle Autonomie; delibera di Sezione di controllo per la Liguria n. 105/2018/PAR; deliberazione della Sezione Emilia-Romagna 20/2021/PAR), in particolare ove siano finanziate da specifiche e tracciabili entrate aventi natura vincolata, finalizzate alla realizzazione di attività delegate o conferite da altri livelli istituzionali, e gli emolumenti economici riconosciuti vadano a remunerare un impegno effettivo e comprovabile di specifiche unità di personale in mansioni aggiuntive rispetto alle attività istituzionali di competenza.

Fonte: ARANAGENZIA

Link: https://banchedati.corteconti.it/documentDetail/SRCLIG/71/2026/PAR

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