ATTESTAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA – DEROGHE ALLA PERFORMANCE PER GLI ENTI TERRITORIALI E DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Gli Organismi Indipendenti di Valutazione, o gli altri organismi con funzioni analoghe, istituiti presso le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 2-bis c. 1 del dlgs n. 33/2013, ai sensi dell’art. 14 c. 4 lett. g) del dlgs n. 150/2009, dell’art. 44 del dlgs n. 33/2013 e da ultimo dell’art. 1 c. 8-bis della L. n. 190/2012, sono tenuti ad attestare il rispetto degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel dlgs n. 33/2013 come modificato dal dlgs n. 97/2016 tenendo anche conto dei risultati e degli elementi emersi dall’attività di controllo sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione svolta dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza ai sensi dell’art. 43, c. 1, del dlgs n. 33/2013.

A tal fine occorre precisare che gli Enti Territoriali, Regioni, Province e Comuni, e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, per effetto di quanto previsto dall’art. 16 del dlgs n. 150/2009 sono tenuti ad adeguarsi ai soli principi desumibili dall’articolo 7, “Sistema di misurazione e valutazione della performance”, del decreto legislativo n. 150/2009, per espressa previsione infatti dell’art. 16 stante il mancato rinvio del c. 2, in questi Enti non trovano applicazione le disposizioni recate dall’art. 10, “Piano della performance e Relazione sulla performance” e dall’art. 14, “Organismo indipendente di valutazione della performance”.

Per gli Enti Territoriali il Piano della Performance, di cui all’art. 10 del dlgs 150/2009, è sostituito dal Piano esecutivo di gestione, di cui all’art. 169 c. 3-bis del dlgs n. 267/2000, la fonte principale dei controlli è rappresentata dall’art. 147 dlgs 267/2000, non espressamente derogato dal dlgs n. 150/2009, che riconosce, anche a seguito della riforma apportata dall’art. 3 c.1 lett. d) del DL n. 174/2012 convertito con modificazioni dalla L. n. 213/2012, ampia  autonomia nella configurazione degli organismi di valutazione e controllo da parte dei Comuni, l’OIV non sostituisce, nelle Amministrazioni Locali, il Nucleo di valutazione, fermo restando che ove a suo tempo già attivato lo stesso deve trovare adeguamento alla luce delle previsioni recate dal Titolo II del dlgs n. 150/2009, autonomia confermata dal ultimo dall’art 7 c. 2 del DPR n. 105/2016.

UTILIZZO DELL’AVANZO DI AMMINISTRAZIONE PER LE PERDITE DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE – DELIBERA CORTE DEI CONTI CAMPANIA N. 333/2016

… MERITO

Con specifico riferimento all’oggetto della presente pronuncia, il Collegio ritiene di poter fornire all’amministrazione richiedente indicazioni di principio volte a coadiuvare quest’ultima nell’esercizio delle proprie funzioni ricordando che la funzione consultiva della Corte non deve essere finalizzata a dare indicazioni relative all’attività gestionale concreta, la quale è rimessa alle valutazioni discrezionali di competenza dell’Amministrazione, ma a pronunciarsi solo su questioni di principio aventi carattere generale e dirette a fornire un ausilio all’ente richiedente per le determinazioni che lo stesso ente è tenuto ad assumere nell’esercizio delle proprie funzioni. Al riguardo, il Collegio può fornire indicazioni utili all’Amministrazione per la migliore scelta gestionale. Il risultato contabile di amministrazione costituisce il dato di sintesi dell’intera gestione finanziaria dell’Ente, e nell’ordinamento contabile degli enti locali, è definito, in termini puramente finanziari, dall’art. 186 del Tuel quale somma del fondo di cassa aumentato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi al termine dell’esercizio. La disciplina dell’istituto in parola trova una sua più compiuta definizione nell’attuale formulazione dell’art. 187 del tuel, che al comma 1 dispone che “Il risultato di amministrazione è distinto in fondi liberi, fondi vincolati, fondi destinati agli investimenti e fondi accantonati. I fondi destinati agli investimenti sono costituiti dalle entrate in c/capitale senza vincoli di specifica destinazione non spese, e sono utilizzabili con provvedimento di variazione di bilancio solo a seguito dell’approvazione del rendiconto. L’indicazione della destinazione nel risultato di amministrazione per le entrate in conto capitale che hanno dato luogo ad accantonamento al fondo crediti di dubbia e difficile esazione è sospeso, per l’importo dell’accantonamento, sino all’effettiva riscossione delle stesse. I trasferimenti in conto capitale non sono destinati al finanziamento degli investimenti e non possono essere finanziati dal debito e dalle entrate in conto capitale destinate al finanziamento degli investimenti. I fondi accantonati comprendono gli accantonamenti per passività potenziali e il fondo crediti di dubbia esigibilità. Nel caso in cui il risultato di amministrazione non sia sufficiente a comprendere le quote vincolate, destinate e accantonate, l’ente è in disavanzo di amministrazione. Tale disavanzo è iscritto come posta a se stante nel primo esercizio del bilancio di previsione secondo le modalità previste dall’art. 188”. L’ente deve, quindi, provvedere ad effettuare ora una duplice verifica per la quantificazione dei fondi destinati agli investimenti, confrontando le entrate in conto capitale e da accensione prestiti accertate in conto competenza, con le spese in conto capitale impegnate nell’esercizio. La differenza fra le suddette poste costituisce quota destinata agli investimenti. Occorre altresì confrontare gli importi da residui passivi per spese in conto capitale eliminati, con eventuali residui attivi derivanti da entrate in 6 conto capitale e da accensione prestiti eliminati. L’eventuale differenza positiva determina un incremento della quota del risultato di amministrazione da destinare a detto fine. L’avanzo libero, quindi, costituisce una risorsa a carattere residuale, di natura straordinaria con caratteristiche di non ripetitività, almeno nel suo ammontare (l’ipotesi di risultato opposta è contemplata dal richiamato art. 188 del Tuel con riferimento allo scomputo, dal risultato finale, delle quote vincolate, destinate ed accantonate). Ciò spiega le cautele previste dal legislatore in ordine al suo utilizzo. Il comma 2 del precitato art. 187, nella sua attuale formulazione, infatti prevede che “ La quota libera dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio precedente, accertato ai sensi dell’art. 186 e quantificato ai sensi del comma 1, può essere utilizzato con provvedimento di variazione di bilancio, per le finalità di seguito indicate in ordine di priorità: a) per la copertura dei debiti fuori bilancio; b) per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui all’art. 193 ove non possa provvedersi con mezzi ordinari; c) per il finanziamento di spese di investimento; d) per il finanziamento delle spese correnti a carattere non permanente; e) per l’estinzione anticipata dei prestiti. La riscrittura dell’articolo è stata posta in essere al fine di garantire il mantenimento degli equilibri di bilancio. Pertanto la facoltà di impiegare l’avanzo libero per il finanziamento di (ulteriori) spese di investimento è espressamente prevista dal legislatore, ed è consentita, con provvedimento di variazione di bilancio, secondo l’ordine di priorità come sopra definito. Va sottolineato quindi che l’ipotesi prospettata dall’ente deve essere attentamente vagliata, atteso il carattere di prevalenza che rivestono eventuali esigenze di copertura di debiti fuori bilancio o di riequilibrio della gestione (Cfr. le ipotesi di cui alle lettere a e b). Resta invariato il comma 3 bis dell’art. 187 del tuel che stabilisce che “L’avanzo di amministrazione non vincolato non può essere utilizzato nel caso in cui l’ente si trovi in una delle situazioni previste dagli articoli 195 e 222, fatto salvo l’utilizzo per i provvedimenti di riequilibrio di cui all’articolo 193”. Infine, sempre con riguardo all’applicazione dell’avanzo di amministrazione accertato con il consuntivo dell’anno precedente rileva il principio contabile applicato della competenza finanziaria (principio 9.2 dell’allegato 4.2) che precisa: “La quota libera del risultato di amministrazione può essere utilizzata con il bilancio di previsione o con provvedimento di variazione di bilancio, solo a seguito dell’approvazione del rendiconto, per le finalità di seguito indicate in ordine di priorità: a) per la copertura dei debiti fuori bilancio; b) per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio (per gli enti locali previsti dall’articolo 193 del T.U.E.L.) ove non possa 7 provvedersi con mezzi ordinari. Per mezzi ordinari si intendono tutte le possibili politiche di contenimento delle spese e di massimizzazione delle entrate proprie, senza necessariamente arrivare all’esaurimento delle politiche tributarie regionali e locali. E’ pertanto possibile utilizzare l’avanzo libero per la salvaguardia degli equilibri senza avere massimizzato la pressione fiscale; c) per il finanziamento di spese di investimento; d) per il finanziamento delle spese correnti a carattere non permanente; e) per l’estinzione anticipata dei prestiti”. Pertanto, alla luce del rinnovato art. 187 T.U.E.L. e del citato principio contabile è possibile individuare “un preciso ordine di priorità per l’utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione e la ratio sottesa a detta regola va ravvisata nell’esigenza di garantire la salvaguardia degli equilibri di bilancio. In altri termini la “destinazione” dell’avanzo libero di amministrazione deve essere conforme sia alle finalità sia all’ordine di priorità indicate dal legislatore” (in questi termini cfr. Corte dei conti, sez. reg. di Controllo per il Piemonte n. 15/PAR/2008). Quanto all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione “per il ripiano di perdite della società a totale capitale pubblico che gestisce diversi servizi pubblici locali essenziali”, la questione, al pari della precedente e come riconosciuto dallo stesso Ente, “ha notevole incidenza sul bilancio dell’ente e sulla corretta formazione dello stesso”. La questione prospettata deve essere scrutinata alla luce della normativa circa il ripiano delle perdite da parte dell’ente locale dettata dall’art. 14 comma 5 del T.U. in materia di società a partecipazione pubblica (D. lgs. 175/2016) che prevede specifici limiti al riguardo. La disposizione citata infatti specifica che “Le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non possono, salvo quanto previsto dagli articoli 2447 e 2482-ter del codice civile, effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, ne’ rilasciare garanzie a favore delle societa’ partecipate, con esclusione delle societa’ quotate e degli istituti di credito, che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali. Sono in ogni caso consentiti i trasferimenti straordinari alle societa’ di cui al primo periodo, a fronte di convenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti, purche’ le misure indicate siano contemplate in un piano di risanamento, approvato dall’Autorita’ di regolazione di settore ove esistente e comunicato alla Corte dei conti con le modalita’ di cui all’articolo 5, che contempli il raggiungimento dell’equilibrio finanziario entro tre anni. Al fine di salvaguardare la continuita’ nella prestazione di servizi di pubblico interesse, a fronte di gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l’ordine pubblico e la sanita’, 8 su richiesta della amministrazione interessata, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con gli altri Ministri competenti e soggetto a registrazione della Corte dei conti, possono essere autorizzati gli interventi di cui al primo periodo del presente comma”. Passando, invece, ad esaminare la legittimità dell’utilizzo della quota libera dell’avanzo per la ricapitalizzazione occorre fare riferimento alle norme del codice civile che prevedono un intervento del socio e cioè l’art. 2446 (perdite d’esercizio superiori al terzo del capitale) e l’art. 2447 (perdite d’esercizio che riducono il capitale sociale al di sotto del limite legale). Con riguardo a tali operazioni occorre, in primo luogo, ricordare che, al di là del nomen iuris utilizzato dal legislatore in materia, le operazioni di ricapitalizzazione mediante utilizzo dell’avanzo sono state ritenute illegittime qualora adombrino, di fatto, un ripiano delle perdite d’esercizio croniche (Cfr. Corte dei conti, sez. reg. per il controllo del Piemonte n. 15/PAR/2008). Con tale normativa si focalizza in particolare l’attenzione anche in tema di rapporti finanziari, in quanto l’art. 21 statuisce quanto segue: “Nel caso in cui società partecipate dalle pubbliche amministrazioni locali comprese nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, presentino un risultato di esercizio negativo, le pubbliche amministrazioni locali partecipanti, che adottano la contabilità finanziaria, accantonano nell’anno successivo in apposito fondo vincolato un importo pari al risultato negativo non immediatamente ripianato, in misura proporzionale alla quota di partecipazione. Le pubbliche amministrazioni locali che adottano la contabilità civilistica adeguano il valore della partecipazione, nel corso dell’esercizio successivo, all’importo corrispondente alla frazione del patrimonio netto della società partecipata ove il risultato negativo non venga immediatamente ripianato e costituisca perdita durevole di valore. Per le società che redigono il bilancio consolidato, il risultato di esercizio è quello relativo a tale bilancio. Limitatamente alle società che svolgono servizi pubblici a rete di rilevanza economica, per risultato si intende la differenza tra valore e costi della produzione ai sensi dell’articolo 2425 del codice civile. L’importo accantonato è reso disponibile in misura proporzionale alla quota di partecipazione nel caso in cui l’ente partecipante ripiani la perdita di esercizio o dismetta la partecipazione o il soggetto partecipato sia posto in liquidazione. Nel caso in cui i soggetti partecipati ripianino in tutto o in parte le perdite conseguite negli esercizi precedenti l’importo accantonato viene reso disponibile agli enti partecipanti in misura corrispondente e proporzionale alla quota di partecipazione. 9 2. Gli accantonamenti e le valutazioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall’anno 2015. In sede di prima applicazione, per gli anni 2015, 2016 e 2017, in presenza di adozione della contabilità finanziaria: a) l’ente partecipante a società che hanno registrato nel triennio 2011-2013 un risultato medio negativo accantona, in proporzione alla quota di partecipazione, una somma pari alla differenza tra il risultato conseguito nell’esercizio precedente e il risultato medio 2011-2013 migliorato, rispettivamente, del 25 per cento per il 2014, del 50 per cento per il 2015 e del 75 per cento per il 2016; qualora il risultato negativo sia peggiore di quello medio registrato nel triennio 2011-2013, l’accantonamento è operato nella misura indicata dalla lettera b); b) l’ente partecipante a società che hanno registrato nel triennio 2011-2013 un risultato medio non negativo accantona, in misura proporzionale alla quota di partecipazione, una somma pari al 25 per cento per il 2015, al 50 per cento per il 2016 e al 75 per cento per il 2017 del risultato negativo conseguito nell’esercizio precedente.” Trattasi di una norma che ha recepito le disposizioni di cui all’art.1, commi 550-552, della legge n. 147/2013 (legge finanziaria per il 2014), e che prevede, nel rispetto del principio della prudenza, uno stanziamento figurativo di spesa da far rifluire, al termine di ciascun esercizio considerato, nell’avanzo vincolato, in modo da garantire la salvaguardia degli equilibri di bilancio futuri dell’ente. Il perimetro di applicazione della disposizione sugli accantonamenti comprende aziende speciali, istituzioni e società, indipendentemente dalla quota di partecipazione pubblica, di maggioranza o di minoranza, diretta o indiretta, e postula una specifica modalità di costituzione dell’avanzo vincolato in correlazione alle dinamiche economico-finanziarie degli organismi partecipati. Infatti, la prima situazione comprende l’ipotesi di organismi che hanno fatto registrare una perdita, dopo precedenti bilanci in utile, oppure che hanno riportato un risultato negativo superiore alla media del triennio precedente (peggioramento dei conti). La seconda, viceversa, contempla il caso di una perdita nell’ultimo bilancio disponibile, inferiore alla media del triennio precedente (miglioramento dei conti), cui corrisponde una modalità di calcolo più agevolata degli accantonamenti in parola. E’ chiaro che solo una protratta situazione di disavanzo economico societario, resa evidente da bilanci in progressiva perdita, tale da integrare i presupposti previsti ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 2447 e 2448 del c.c. (come si desume dall’inciso “nel caso in cui l’ente partecipante ripiani la perdita di esercizio o dismetta la partecipazione o il soggetto partecipato sia posto in liquidazione”) rende possibile l’intervento dell’ente pubblico che voglia rimuovere la causa di scioglimento e liquidazione della società. 10 In tal caso l’Amministrazione deve indicare le motivazioni economiche per cui non operi lo scioglimento della società ai sensi dell’art. 2484 c.c., ma si propenda per la ricapitalizzazione. Resta fermo, per l’ente, l’obbligo di alimentare il fondo in parola, che costituisce comportamento di sana gestione finanziaria espressamente codificato dalla norma.

Link al documento: http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/campania/pareri/2016/delibera_333_2016.pdf

NO ALLA PUBBLICAZIONE DEI REDDITI DI AMMINISTRATORI E DIRIGENTI PER GLI ENTI SOTTO I 15.000 ABITANTI – ANAC DELIBERA N. 241/2017

Linee Guida Trasparenza
Obblighi di pubblicazione per i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e di incarichi dirigenziali

Il Consiglio dell’ANAC ha approvato nella seduta dell’8 marzo 2017, dopo la consultazione pubblica, le Linee guida sull’applicazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali, come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016.
Alla luce delle modifiche introdotte dal d.lgs. 97/2016, le Linee guida forniscono indicazioni e chiarimenti sull’attuazione delle misure di trasparenza contenute nell’art. 14, oggi riferite ad un novero di soggetti più ampio rispetto al testo previgente.
Le Linee guida entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla G.U. e sostituiscono integralmente la delibera numero 144 del 7 ottobre 2014.

Link al documento: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=d30f2cfb0a7780427fe68c2f8512cba5

PUBBLICATA LA NUOVA GRIGLIA SULLA TRASPARENZA – ANAC DELIBERA N. 236/2017

Premessa
L’art. 45, co. 1, del d.lgs. 33/2013, attribuisce all’Autorità il compito di controllare «l’esatto  adempimento  degli  obblighi  di pubblicazione previsti dalla normativa  vigente,  esercitando  poteri ispettivi  mediante  richiesta  di  notizie,  informazioni,  atti   e documenti alle amministrazioni pubbliche e  ordinando  l’adozione  di atti o provvedimenti richiesti dalla  normativa  vigente,  ovvero  la rimozione di comportamenti o atti  contrastanti  con  i  piani  e  le regole sulla trasparenza».

In data 8 giugno 2016, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale (Serie generale n. 132), il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 recante «Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche» (c.d. decreto Madia) che modifica le disposizioni in materia di trasparenza previste dal d.lgs. 33/2013, allo scopo di razionalizzare gli obblighi di pubblicazione e ridurre gli oneri gravanti sulle amministrazioni pubbliche. In particolare, si richiama quanto stabilito al co. 1 dell’art. 2-bis, rubricato «Ambito soggettivo di applicazione», del d.lgs. 33/2013, che sostituisce l’art. 11 e la previsione, all’art. 42, co. 1, del d. lgs. 97/2016, che introduce un periodo transitorio di 6 mesi, entro cui i destinatari della norma debbono provvedere ad adeguarsi alle citate modifiche.

Con la delibera n. 1310 del 28 dicembre 2106, l’Autorità ha  adottato «Prime Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi  di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel  d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs.97/2016» rivolgendosi in particolare alla pubbliche amministrazioni di cui all’art. 2-bis, c. 1, del dlgs 33/2013.

Allo scopo di verificare l’effettiva pubblicazione dei dati previsti dalla normativa vigente, il Consiglio dell’Autorità, nell’adunanza del 21 dicembre 2016, ha deciso di richiedere agli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) di cui all’art. 44 del dlgs 33/2013 o, nei casi in cui la norma non preveda espressamente tali organismi in seno all’Amministrazione, a organismi con funzioni analoghe, di attestare al 31 marzo 2017 l’assolvimento di specifiche categorie di obblighi di pubblicazione (cfr. Comunicato del Presidente del 21 dicembre 2016).

Il presente documento illustra le modalità di predisposizione delle attestazioni da parte degli OIV, o organismi con funzioni analoghe, e contiene prime indicazioni sull’attività di vigilanza che l’Autorità intende effettuare anche a seguito dell’analisi degli esiti delle predette attestazioni nel corso del 2017.

Soggetti tenuti all’attestazione
Sono tenuti all’attestazione sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione al 31 marzo 2017 gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe, istituiti presso le «publiche amministrazioni» di cui all’art. 2-bis, co. 1, del d.lgs. 33/2013, ai sensi dell’art. 14, c. 4, lett. g), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, dell’art. 44 del dlgs 33/2013 e, da ultimo, dell’art. 1, co. 8-bis, della l. 190/2012.
Si tratta degli enti per i quali l’Autorità, con la delibera n.1310 del 28 dicembre 2016, ha fornito le «Prime linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli  obblighi di   pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel  d.lgs.  33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016».
Per «publiche amministrazioni» l’art. 2-bis citato intende tutte le amministrazioni di cui all’articolo 1, co. 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ivi comprese le autorità portuali, nonchè le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione.

Ai fini della predisposizione dell’attestazione, da rendere secondo il modello «Documento di attestazione» fornito con l’allegato 1 alla presente delibera, gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe, si possono avvalere della collaborazione del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) il quale, ai sensi dell’art. 43, co. 1, del d.lgs.n. 33/2013, «svolge stabilmente un’attivita’ di controllo sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate…»,  segnalando anche agli OIV «i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione».

2. Obblighi di pubblicazione oggetto di attestazione e modalità di rilevazione
Ferma restando l’immediata precettività di tutti gli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa vigente e la necessità di adeguare la sezione «Amministrazione trasparente» al d.lgs. 97/2016 e alle indicazioni fornite dall’Autorità con la citata delibera n. 1310/2016, agli OIV è richiesto di attestare l’assolvimento di alcuni obblighi di pubblicazione, concentrando l’attività di monitoraggio su quelli ritenuti particolarmente rilevanti sotto il profilo dell’uso delle risorse pubbliche.
L’attestazione deve tener conto dello stato di pubblicazione dei dati al 31/3/2017.
I dati la cui pubblicazione si chiede di attestare, in particolare, sono:

  1. obblighi di pubblicazione dei dati relativi alla valutazione della performance e alla distribuzione dei premi al personale (art. 20);
  2. obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonché dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi (art. 29);
  3. obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio (art. 30);
  4. obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull’organizzazione e sull’attività dell’amministrazione (art. 31);
  5. obblighi di pubblicazione concernenti le liste di attesa (art. 41, c. 6), solamente per gli enti, le aziende e le  strutture pubbliche e private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario;
  6. obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione (art. 33).

La scelta degli obblighi di pubblicazione oggetto di attestazione discende, oltre che dalla consueta rotazione e gradualità delle verifiche che hanno contraddistinto le delibere dell’A.N.AC. sulle attestazioni relative agli anni precedenti, anche da valutazioni in ordine alla rilevanza informativa assunta dagli stessi ai fini della verifica sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche e sull’efficace perseguimento delle funzioni istituzionali.

Nel caso in cui l’ente sia privo di OIV, o organismo con funzione analoghe, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è tenuto alla compilazione della griglia di rilevazione, specificando che nell’ente è assente l’OIV o organismo con funzioni analoghe analogo e motivandone le ragioni.

2.1 La Griglia di rilevazione al 31 marzo 2017
Ai fini dello svolgimento delle verifiche sull’assolvimento degli obblighi di trasparenza, gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe tenuti all’attestazione, utilizzano la «Griglia di rilevazione al 31 marzo 2017», disponibile nell’allegato 2.

La Griglia di rilevazione è composta di 2 fogli.
Il foglio n. 1 «Pubblicazione e qualità dati» permette di documentare la verifica, effettuata nella sezione «Amministrazione trasparente» dei siti web degli enti e amministrazioni, sulla pubblicazione dei dati oggetto di attestazione, nonché sulla loro qualità in termini di completezza, aggiornamento e formato secondo le indicazioni fornite dall’Autorità con la delibera n. 1310/2016 (cfr. § 3) che rinvia all’apposito allegato 2 della delibera n. 50/2013 . Tutti gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe, sono tenuti a compilare il foglio n. 1.

Il foglio n. 2 «Uffici periferici e Articolazioni » consente di documentare la verifica intesa ad accertare se la pubblicazione dei dati presenti nel sito web dell’amministrazione centrale ovvero nei siti degli gli uffici periferici e delle articolazioni organizzative autonome, laddove esistenti, si riferisca a tutte le predette strutture, anche con riguardo alla completezza dei dati.
Tale foglio è compilato, pertanto, solamente dagli OIV, o dagli altri organismi con funzioni analoghe, delle amministrazioni che hanno uffici periferici e articolazioni organizzative dotate di autonomia. Considerata la loro numerosità, gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe, concentrano le verifiche su un loro campione rappresentativo composto da almeno il 20% degli uffici periferici e delle articolazioni organizzative autonome esistenti, selezionato autonomamente da ogni amministrazione in base alle proprie caratteristiche.

Nella «Scheda di sintesi sulla rilevazione degli OIV o orgnaismi analoghi» (allegato 3) l’OIV elenca gli uffici periferici e le articolazioni organizzative autonome selezionate,  descrive le modalità seguite ai fini dell’individuazione delle predette strutture nonché le procedure e le modalità seguite per la rilevazione.

Gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe, nello svolgimento delle loro verifiche, attribuiscono un valore, per ciascun obbligo oggetto di attestazione, in tutti i campi della griglia di rilevazione, secondo la metodologia descritta in «Criteri di compilazione della Griglia di rilevazione» (allegato 4) e avendo cura di inserire il valore “n/a” (non applicabile) solo nei casi in cui i dati non ricorrano strutturalmente presso le amministrazioni considerate.

Non sono ammessi campi vuoti, ossia privi di uno dei suddetti valori. Ne consegue che eventuali campi non compilati saranno ritenuti equiparati al valore “0”.

3. Pubblicazione delle attestazioni e delle griglie di rilevazione entro il 30 aprile 2017

Le attestazioni degli OIV, o di altro organismo con funzioni analoghe, complete della griglia di rilevazione e scheda di sintesi, sono pubblicate nella sezione «Amministrazione trasparente», sotto-sezione di primo livello «Controlli e rilievi sull’amministrazione», sotto-sezione di secondo livello «Organismi indipendenti di valutazione, nuclei di valutazione o altri organismi con funzioni analoghe», «Attestazione dell’OIV o di altra struttura analoga nell’assolvimento degli obblighi di pubblicazione»1 entro il 30 aprile 2017.
La pubblicazione compete al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.
Allo scopo si forniscono i seguenti modelli da utilizzare:
Allegato 1                     Documento di attestazione
Allegato 2                     Griglia di rilevazione al 31 marzo 2017
Allegato 3                     Scheda di sintesi sulla rilevazione degli OIV o organismi analoghi
Allegato 4                     Criteri di compilazione della Griglia di rilevazione

La Griglia di rilevazione al 31 marzo 2017, il Documento di attestazione e la Scheda di sintesi  non devono essere trasmessi all’A.N.AC. ma solamente pubblicati nella sezione “Amministrazione trasparente” come sopra indicato. Per effettuare le proprie verifiche l’Autorità si riserva di definire le modalità di acquisizione dei predetti documenti.

Al fine di rendere pubblico il processo di attestazione, nonché di consentire all’Autorità di effettuare ulteriori approfondimenti e analisi, nella Scheda di sintesi (allegato 3) viene data evidenza agli elementi a supporto del processo di attestazione. Gli OIV, o gli altri organismi con funzioni analoghe, cioè specificano le procedure e gli strumenti di verifica adottati nonché le fonti di informazione impiegate.

4. Attività di vigilanza svolta dall’A.N.AC.

4.1 Modalità di svolgimento dell’attività di vigilanza

L’Autorità vigila sull’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente effettuando verifiche, d’ufficio o su segnalazione, sui siti web istituzionali degli enti ed amministrazioni tenuti all’applicazione della disposizioni previste dal d.lgs. n. 33/2013.

4.1.1 Vigilanza d’ufficio

L’Autorità verifica nei siti web istituzionali di un campione di soggetti tenuti all’applicazione della presente delibera l’avvenuta pubblicazione, entro la data del 30 aprile 2017, del Documento di attestazione, della Griglia di rilevazione e della Scheda di sintesi sulla rilevazione degli OIV, o degli altri organismi con funzioni analoghe, e ne esamina i contenuti confrontandoli con i dati effettivamente pubblicati dagli stessi soggetti ai sensi del d.lgs. n. 33/2013 e delle indicazioni nel tempo fornite con propri atti e delibere.

L’Autorità si riserva di rendere noti in un rapporto, che sarà pubblicato al termine dell’attività svolta, i criteri di individuazione del campione selezionato di enti ed amministrazioni.
L’Autorità si riserva di segnalare, ai sensi dell’art. 45 del d. lgs. n. 33/2103, agli organi di indirizzo delle amministrazioni interessate i casi di mancata o ritardata attestazione degli obblighi di trasparenza da parte degli OIV o degli altri organismi con funzioni analoghe e altresì le ipotesi in cui la verifica condotta dall’A.N.AC. rilevi una discordanza tra quanto contenuto nelle attestazioni e quanto effettivamente pubblicato nella sezione «Amministrazione trasparente».

4.2 Controllo documentale da parte della Guardia di Finanza

All’attività di vigilanza, d’ufficio o su segnalazione, può seguire un controllo documentale da parte della Guardia di Finanza diretto a  riscontrare l’esattezza e l’accuratezza dei dati attestati dagli OIV, o dagli altri organismi con funzioni analoghe.
Il controllo della Guardia di Finanza è effettuato mediante estrazione di un campione casuale semplice che garantisca imparzialità e le stesse probabilità, per ogni soggetto, di entrare a far parte del campione.

Link al documento: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=b86e4a900a77804253dc0e1a68f4019a

SLITTA AL 30 APRILE 2017 L’ATTESTAZIONE SULLA TRASPARENZA – ANAC COMUNICATO DEL 17.01.2017

certificazione-trasparenzaOggetto:  Attestazioni OIV, o organismi con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli  obblighi di pubblicazione per l’anno 2016 e attività di vigilanza  dell’Autorità. Proroga al 31 marzo 2017 del termine per l’attestazione e al 30  aprile 2017 del termine per la pubblicazione.

  1. Gli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) o altri organismi con  funzioni analoghe, di cui all’art. 44 del d.lgs. n. 33/2013, attestano  l’assolvimento di taluni obblighi di pubblicazione ritenuti particolarmente  rilevanti sotto il profilo economico e sociale.
  2. Gli obblighi di pubblicazione previsti in varie disposizioni del d.lgs.  n. 33 del 2013 sono stati modificati dal d.lgs. n. 97 del 2016. La disciplina  transitoria di cui all’art. 42, comma 1, di quest’ultimo decreto legislativo ha  fissato al 23 dicembre 2016 il termine entro i quali i soggetti di cui  all’art.2 bis del d.lgs. n. 33/2013 dovranno adeguarsi a questi nuovi obblighi.
  3. Quest’Autorità, con la delibera n. 1310/2016 del 28 dicembre 2106, ha  adottato “Prime Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi  di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel  d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs.  97/2016”.
  4. Tenuto conto del termine previsto dalle disposizioni transitorie di cui  all’art. 42, comma 1, del d.lgs. n. 97/2016, nonché del  tempo a disposizione delle amministrazioni  per adeguarsi ai nuovi obblighi di pubblicazione, l’Autorità ha valutato  opportuno prorogare al 31 marzo 2017 il termine per la predisposizione delle attestazioni OIV sugli adempimenti  degli obblighi di pubblicazione, con riferimento all’anno 2016 e ai primi tre  mesi dell’anno 2017.
  5. Dette attestazioni, complete della griglia di  rilevazione e scheda di sintesi, dovranno essere pubblicate nella sezione  “amministrazione trasparente”, sotto-sezione di primo livello “controlli e  rilievi sull’amministrazione”, entro il 30  aprile 2017.

Link al documento: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_

FOIA, LINEE GUIDA TRASPARENZA E ACCESSO CIVICO – ANAC DELIBERE N. 1309-1310/2016

foia-trasparenza-accesso-civicoApprovate le Linee Guida dell’Autorità per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato e degli obblighi di pubblicazione previsti dal dlgs. 97/2016

Il Consiglio dell’Anac ha approvato nella seduta del 28 dicembre le Linee guida per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato, il cosiddetto Foia. Il documento ha ottenuto l’intesa del Garante della privacy, il parere favorevole della Conferenza unificata e ha recepito le osservazioni formulate dagli enti territoriali. Un apposito tavolo tecnico, che vedrà la partecipazione del Garante e delle rappresentanze degli enti locali, monitorerà l’applicazione delle Linee guida in modo da giungere a un aggiornamento entro i prossimi 12 mesi.

Nella medesima seduta il Consiglio dell’Anac ha approvato inoltre le prime Linee guida sull’attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto Trasparenza (dlgs. 97/2016). Tra le modifiche di maggior rilievo previste dalla normativa, l’introduzione di nuove sanzioni pecuniarie per i soggetti inadempienti, che d’ora in poi saranno irrogate direttamente dall’Anac, e l’unificazione fra il Piano triennale di prevenzione della corruzione e quello della trasparenza.
L’Autorità ha infine evidenziato alcune criticità che saranno oggetto di segnalazione al Governo e al Parlamento ai fini di una eventuale modifica.

Link al documento: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=4a54031c0a778042569a4de35fcf8a89

SI AI DIRITTI DI ROGITO AI SEGRETARI COMUNALI NEGLI ENTI SENZA DIRIGENZA – TRIBUNALE BERGAMO SENTENZA N. 762/2016

diritti-di-rogito-segretari-comunaliCon la sentenza n. 762 pubblicata il 29.09.2016 il Tribunale di Bergamo stabilisce che “viene negato il riconoscimento dei diritti di rogito proprio perchè opera in un comune, quello di bergamo, ove sono pacificamente presenti dirigenti e, conseguentemente, la sua retribuzione è parametrata a quella di questi ultimi in virtù del galleggiamento ex art. 41, co. 5 ccnl. solo i segretari comunali che non godono di tale compenso maggiorato, rectius, omnicomprensivo, possono godere degli emolumenti ulteriori per gli atti rogati per conto del comune.”