Data breach, il Garante privacy sanziona Wind Tre per 1,7 milioni di euro. Gravi carenze nella sicurezza dei dati coinvolti oltre 365mila clienti – Garante della Privacy Provvedimento del 14 maggio 2026

Data breach, il Garante privacy sanziona Wind Tre per 1,7 milioni di euro. Gravi carenze nella sicurezza dei dati coinvolti oltre 365mila clienti - Garante della Privacy Provvedimento del 14 maggio 2026

Il Garante privacy ha inflitto una sanzione di 1.715.600 euro a Wind Tre Spa per gravi carenze nella sicurezza dei sistemi aziendali, che hanno determinato due accessi abusivi e l’esfiltrazione dei dati personali di oltre 365mila clienti. Per 41.359 di essi, l’esfiltrazione ha riguardato anche le informazioni relative ai metodi di pagamento utilizzati, come il bollettino postale, l’Iban, la carta di credito con il numero parzialmente oscurato e la data di scadenza.

L’istruttoria dell’Autorità – avviata a seguito dei due data breach notificati dalla società nel febbraio 2025 – ha accertato che gli hacker, fingendosi tecnici dell’assistenza, hanno convinto gli operatori di due punti vendita a consentire l’accesso ai sistemi aziendali, riuscendo così ad esfiltrare i dati anagrafici e di contatto dei clienti. In particolare, il Garante ha riscontrato carenze nella gestione delle credenziali di accesso e dei certificati digitali. Inoltre, le verifiche di sicurezza effettuate dalla società non avevano individuato vulnerabilità che sarebbero state rilevabili con controlli più approfonditi. Tali criticità hanno consentito agli hacker di accedere ai sistemi della società e di sottrarre i dati personali.

L’Autorità ha, pertanto, accertato la violazione dei principi di integrità e riservatezza dei dati e degli obblighi di sicurezza previsti dal GDPR e ha ordinato a Wind Tre di rafforzare i sistemi di protezione delle credenziali e dei certificati digitali, di introdurre strumenti sicuri per la gestione delle password e di migliorare le procedure di sicurezza informatica per prevenire episodi analoghi in futuro. Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto della tempestiva notifica dell’incidente, delle misure correttive adottate dopo l’attacco e della collaborazione fornita dalla società nel corso dell’istruttoria.

Link: https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10263796

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Firmata l’Ipotesi di CCNL del Comparto Funzioni Locali 2025-2027 – ARAN 21.07.2026

Firmata l’Ipotesi di CCNL del Comparto Funzioni Locali 2025-2027 - ARAN 21.07.2026

Roma, 21 luglio 2026 — L’ARAN e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Funzioni Locali hanno sottoscritto oggi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 2025–2027. Il contratto si applica a 403.617 dipendenti di Regioni, enti locali, Camere di Commercio e degli altri enti del comparto, e copre — sia per la parte giuridica sia per quella economica — il triennio 1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027.

La firma di oggi conferma la continuità e la tempestività che caratterizzano questa tornata contrattuale: anche per le Funzioni Locali l’intesa viene raggiunta nel corso del periodo di vigenza del contratto, e non a distanza di anni dalla sua scadenza.

Le risorse economiche

Il rinnovo è finanziato con risorse che, a regime dal 1° gennaio 2027, ammontano a circa 989 milioni di euro annui (al lordo degli oneri riflessi), erogati attraverso tre incrementi progressivi con decorrenza 1° gennaio di ciascun anno del triennio.

Gli incrementi sono destinati agli stipendi tabellari, con effetto su tutti gli istituti a essi collegati, e sono comprensivi dell’anticipazione già corrisposta ai sensi della legge di bilancio 2025.

A queste risorse si aggiungono quelle specificamente destinate ai Comuni dalla legge di bilancio 2026. L’articolo 1, comma 674, ha infatti istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Interno un fondo dedicato, con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2027 e di 100 milioni di euro annui a regime dal 2028. Si tratta di risorse finalizzate all’incremento del trattamento accessorio, anche nella componente fissa e ricorrente, del personale non dirigenziale dei Comuni, la cui ripartizione tra gli enti sarà definita con decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione, sulla base dei criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale.

A regime, l’incremento medio complessivo è pari a 152 euro mensili lordi per 13 mensilità per il personale dei Comuni e a 141 euro mensili lordi per 13 mensilità per il personale degli altri enti del comparto. Gli arretrati, calcolati ad ottobre 2026 ammontano a 1.136 euro medi.

In continuità con il precedente contratto, il rinnovo valorizza le componenti fisse della retribuzione — stipendio tabellare e indennità di comparto — e garantisce l’utilizzo delle risorse aggiuntive previste dalla legge di bilancio a favore dei Comuni.

Le novità di maggiore rilievo

Il contratto introduce, per la prima volta nella contrattazione collettiva delle Funzioni Locali, un Titolo interamente dedicato all’Intelligenza Artificiale (artt. 14–16): sono disciplinati l’utilizzo dei sistemi di IA, le garanzie per il personale e la formazione per un uso responsabile. In coerenza con l’impianto già adottato per le Funzioni Centrali, i criteri generali di funzionamento dei sistemi di IA che incidono sul rapporto di lavoro entrano tra le materie di confronto sindacale, e l’IA viene ricondotta al presidio contrattuale anziché lasciata alla sola decisione unilaterale dell’amministrazione.

Tra le altre innovazioni:

  • la regolamentazione della figura del social media e digital manager (art. 17), in attuazione del decreto-legge n. 25/2025;
  • un meccanismo di copertura economica in caso di vacanza contrattuale (art. 2): a partire dall’anno successivo alla scadenza, un’anticipazione pari al 30% dell’inflazione IPCA misurata sugli stipendi tabellari, che sale al 50% dopo sei mesi;
  • l’Organismo paritetico per l’innovazione (art. 6), sede stabile di confronto sui processi di transizione digitale e sull’utilizzo dell’IA negli enti, e un Osservatorio paritetico di comparto istituito presso l’ARAN (art. 13), senza nuovi oneri per la finanza pubblica;
  • particolare attenzione alle modalità di finanziamento degli incarichi di EQ negli Enti senza la dirigenza;
  • rivisitazione, per determinate casistiche, delle voci economiche da riconoscere durante la fruizione delle ferie;
  • rafforzamento del sistema di welfare integrativo (art. 40) — assistenza sanitaria integrativa, sostegno alle famiglie, previdenza complementare — come leva di attrattività del lavoro pubblico;
  • maggiori flessibilità per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con priorità ai soggetti più fragili e a chi svolge un ruolo di cura;
  • integrale riscrittura della costituzione del Fondo risorse decentrate, in ottica di semplificazione;
  • l’incremento dell’indennità di comparto (art. 36-bis) e la semplificazione delle regole del Fondo risorse decentrate.

La dichiarazione del Presidente

«Sono soddisfatto per la firma di oggi — ha dichiarato il Presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo — perché portiamo anche nel comparto degli enti più vicini ai cittadini un rinnovo raggiunto nei tempi giusti e non a scadenza ampiamente superata.

Un elemento di particolare rilievo è che anche i dipendenti delle Funzioni Locali avranno, per la prima volta, un titolo contrattuale dedicato all’intelligenza artificiale. Abbiamo scelto la strada del contratto per garantire che l’innovazione tecnologica entri negli enti locali con regole chiare e con il personale come parte attiva, non come semplice destinatario di decisioni automatiche.

Il mio ringraziamento va a tutti i collaboratori dell’ARAN e alle organizzazioni sindacali, con cui abbiamo lavorato per costruire un contratto che tiene insieme la valorizzazione delle persone, la semplificazione degli istituti e la modernizzazione degli enti. La contrattazione collettiva pubblica dimostra ancora una volta di sapere governare il cambiamento.»

Link: https://www.aranagenzia.it/novita/firmata-lipotesi-di-ccnl-del-comparto-funzioni-locali-2025-2027/

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La disciplina della trasparenza si applica anche alle università non statali – ANAC chiarimento del 16.07.2026

La disciplina della trasparenza si applica anche alle università non statali - ANAC chiarimento del 16.07.2026

Le libere università erogano un fondamentale servizio pubblico e per tale ragione vanno ricondotte alla categoria dei soggetti tenuti, secondo criteri di compatibilità, alla trasparenza dell’attività di pubblico interesse svolta, ove sia soddisfatto il requisito del bilancio di importo superiore a cinquecentomila euro. Questo in base all’articolo 2-bis, comma 3, del d.lgs. 33/2013.

Lo ha chiarito Anac, con l’approvazione da parte del Consiglio nella seduta del 7 luglio 2026, delle nuove Faq (Frequently Asked Questions).
Le università non statali sono tenute ad osservare, pertanto, gli obblighi di cui agli artt. 26 e 27 (Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici), 32 (Servizi erogati), 35 (Attività e procedimenti), in quanto riferiti alla attività di pubblico interesse svolta e compatibili con le funzioni esercitate. Sono invece escluse dalla pubblicazione dati, documenti e informazioni attinenti all’organizzazione. 

Nella attuazione degli obblighi previsti dagli artt. 26 e 27 le università escludono la pubblicazione dei dati identificativi delle persone fisiche destinatarie dei provvedimenti, qualora da tali dati sia possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute ovvero alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati.

Link: https://www.anticorruzione.it/-/news.16.7.2026.universita

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