Sanzionato il Comune di Arvier, no a telecamere che riprendono aree private – Garante della Privacy Provvedimento del 23 settembre 2026

Sanzionato il Comune di Arvier, no a telecamere che riprendono aree private - Garante della Privacy Provvedimento del 23 settembre 2026

Una sanzione di 4mila euro è stata comminata dal Garante Privacy al Comune di Arvier, piccola cittadina di 800 abitanti della Valle d’Aosta, per numerose irregolarità riscontrate nell’utilizzo del sistema di videosorveglianza comunale (provvedimento n. 636 del 23.09.2026).

Si conclude così un procedimento avviato a seguito del reclamo di una cittadina che lamentava la presenza di una telecamera il cui angolo di ripresa inquadrava anche la propria abitazione.

Dagli accertamenti dell’Autorità è emerso che il sistema, attivo dal 2011-2012 e successivamente ampliato, era utilizzato per più finalità (controllo della viabilità e dei parcheggi, lettura delle targhe, tutela ambientale, protezione civile) senza che il Comune avesse individuato una chiara e adeguata base giuridica. Una delle telecamere, inoltre, riprendeva la facciata dell’abitazione privata della reclamante, comprese finestre, balconi e portefinestre.

Una ripresa – sottolinea il Garante – non necessaria per il perseguimento delle finalità dichiarate dal Comune, con un’ingerenza sproporzionata nella sfera privata della cittadina. Insufficiente anche la soluzione tecnica di “privacy masking”, adottata dall’Ente dopo l’avvio dell’istruttoria, per oscurare la porzione di immagine relativa all’abitazione.

Secondo il Garante, infatti, tale accorgimento avrebbe dovuto essere previsto e applicato fin dalla progettazione e dalla prima configurazione del sistema. Altre criticità sono state inoltre rilevate in materia di trasparenza e informazione agli interessati. I cartelli di videosorveglianza posizionati sul territorio facevano infatti riferimento in maniera generica a finalità di “sicurezza”, senza fornire le informazioni previste dal GDPR. Ritenuta insufficiente dall’Autorità anche la valutazione di impatto (DPIA) redatta dal Comune.

Alla luce delle violazioni accertate, il Garante ha quindi ordinato all’Ente una serie di misure per assicurare il rispetto della normativa. Il Comune dovrà effettuare una ricognizione di tutte le telecamere presenti sul territorio; individuare con precisione le finalità perseguite e la relativa base giuridica; verificare e correggere gli angoli di ripresa, evitando di includere abitazioni private e adottare, ove necessario, sistemi di mascheramento o oscuramento delle immagini.

Il Comune infine dovrà effettuare una completa valutazione di impatto sulla protezione dei dati e aggiornare e riformulare le informative ai cittadini.

Link: https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10304881

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Delibera d’indirizzo e nomina della Delegazione trattante pubblica, aggiornata al nuovo CCNL del Comparto Funzioni Locali del 28.10.2026 – Strumenti di Lavoro

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Graduatorie online, sanzionata la Fondazione Rome Technopole. Pubblicati dati personali di 480 studenti vincitori di un bando per borse di studio – Garante della Privacy Provvedimento del 23 settembre

Graduatorie online, sanzionata la Fondazione Rome Technopole. Pubblicati dati personali di 480 studenti vincitori di un bando per borse di studio - Garante della Privacy Provvedimento del 23 settembre

Con provvedimento n.634 del 23 settembre 2026, il Garante Privacy ha inflitto una sanzione di 8mila euro alla Fondazione Rome Technopole per aver pubblicato online informazioni personali relative a 480 vincitori di un bando per l’assegnazione di borse di studio destinate a laureati di primo livello.

L’Autorità è intervenuta a seguito del reclamo presentato da uno degli studenti coinvolti, che aveva segnalato la presenza, nel file Excel delle graduatorie pubblicato sul sito della Fondazione, di numerosi dati personali. Nel documento erano infatti presenti informazioni quali indirizzo di residenza, codice fiscale, data di nascita, email, estremi del documento d’identità, carriera universitaria e coordinate bancarie, compreso l’Iban.

A seguito della richiesta di informazioni dell’Autorità, la Fondazione ha specificato di aver rimosso il file circa dodici ore dopo la pubblicazione, avvenuta per un’errata interpretazione della disciplina in materia di trasparenza amministrativa.

Al riguardo, il Garante ha chiarito che gli obblighi di trasparenza non giustificano la diffusione di tali informazioni accertando la violazione dei principi di liceità e minimizzazione previsti dalla normativa sulla protezione dei dati personali e l’assenza di un’idonea base giuridica per la pubblicazione.

Nel determinare l’importo della sanzione, l’Autorità ha tenuto conto della breve durata della pubblicazione, dell’assenza di precedenti violazioni e della collaborazione della Fondazione.

Link: https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10302434

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