Atti di regolazione e normativi in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza successivi al PNA 2019 Delibera numero 1064_2019 – ANAC

Atti di regolazione e normativi in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza successivi al PNA 2019 Delibera numero 1064_2019 - ANAC

Il Consiglio di Anac, nella seduta del 21 luglio 2021, è intervento sul Piano Nazionale Anticorruzione. In considerazione delle profonde e sistematiche riforme che interessano i settori cruciali del Paese, e primi tra essi quello della prevenzione della corruzione e quello dei contratti pubblici, ha ritenuto per il momento di limitarsi, rispetto all’aggiornamento del PNA 2019-2021, a fornire un quadro delle fonti normative e delle delibere sopravvenute e rilevanti rispetto alla originaria approvazione del piano triennale. Le stesse vengono riportate nelle tabelle di seguito pubblicate, aggiornate alla data del 16 luglio 2021.

E’ DEI SEGRETARI LA RESPONSABILITA’ DELLA PROPOSTA DEL PIANO DELLA PERFORMANCE, COMPATIBILMENTE CON L’ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE – ARAN PARERE DEL

E' DEI SEGRETARI LA RESPONSABILITA' DELLA PROPOSTA DEL PIANO DELLA PERFORMANCE, COMPATIBILMENTE CON L'ORGANIZZAZIONE DELL'ENTE - ARAN PARERE DEL

Risposta a nota n. 16906 del 31/05/2021 (prot. Entrata Aran n. 3861/2021 del 31/05/2021)

Con riferimento al quesito in oggetto la scrivente Agenzia, per quanto di propria competenza, precisa quanto segue.

Con l’orientamento applicativo AFL7, da voi richiamato, sono state fornite indicazioni interpretative della disciplina di cui all’art. 101 del CCNL 17.12.2020 con le quali, tra l’altro, è stato chiarito che essa “deve essere correttamente considerata quale espressione della capacità regolativa dei contratti collettivi di lavoro di cui al dlgs. 165/2001 e smi, l’ambito della quale risulta chiaramente definito dall’art. 40, comma 1 dello stesso decreto legislativo, giusta il quale “La contrattazione collettiva disciplina il rapporto di lavoro e le relazioni sindacali… Sono escluse dalla contrattazione collettiva   le   materie   attinenti all’organizzazione degli uffici,… quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, … nonché’ quelle di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421”… In altri termini, il percorso di contrattualizzazione del rapporto di lavoro inaugurato nel biennio 1992/1993 attiene ad una specializzazione del ruolo delle fonti (pubblicistiche e contrattuali) che, seppure amplia i contenuti di quella privatistica, non può (né mai ha voluto nelle intenzioni dei legislatori che nel corso degli anni hanno apportato modifiche al testo originario), predisporre un meccanismo di sovrapposizione o debordamento delle funzioni dell’una o dell’altra fonte.

Dalla disciplina legislativa testé riferita si evince chiaramente che, nel sistema del dlgs. 165/2001, la disciplina del contratto collettivo può regolare gli istituti normativi ed economici del rapporto di lavoro, ma non può regolare l’organizzazione della struttura degli enti né quella delle funzioni amministrative e del loro esercizio ed anche il disposto dell’art. 101 del CCNL 17.12.2020 deve pertanto correttamente essere interpretato alla luce di tale canone ermeneutico fondamentale.

Sulla base di tale cornice interpretativa si deve rilevare che con la disciplina di cui all’art. 101, comma 1, del CCNL 17.12.2020, formulata sulla base di un preciso indirizzo negoziale del Comitato di settore, nel caso di Segretari di “Comuni fino a 100.000 abitanti ovvero nei Comuni, Province e Città Metropolitane ove non sia stato nominato il direttore generale ai sensi dell’art. 108 del d. Lgs. n. 267/2000”, sono stati indicati, a titolo esemplificativo, per le finalità del contratto, alcuni dei compiti di sovraintendenza allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e di coordinamento delle loro attività che i Segretari stessi debbono espletare in quanto specificamente conseguenti alla “assunzione delle funzioni di segretario”.

Tra tali compiti l’art. 101, comma 1, indica quelli della sovraintendenza alla gestione complessiva dell’ente, della responsabilità della proposta del piano esecutivo di gestione nonché, nel suo ambito, del piano dettagliato degli obiettivi e del piano della performance, della responsabilità della proposta degli atti di pianificazione generale in materia di organizzazione e personale, dell’esercizio del potere di avocazione degli atti dei dirigenti in caso di inadempimento.

La rilevanza che i compiti previsti dall’art. 101, comma 1, assumono nella complessiva economia della nuova disciplina contrattuale collettiva nazionale relativa al rapporto di lavoro dei Segretari comunali e provinciali è confermata, in particolare, dalle disposizioni dell’art. 103, comma 4, ai sensi delle quali, ai fini della revoca dell’incarico, “costituisce violazione dei doveri d’ufficio anche il mancato o negligente svolgimento dei compiti di cui all’art. 101, comma 1”, previsione che discende dal principio per cui all’attribuzione di compiti si correlano responsabilità ed il relativo riconoscimento dei poteri necessari a conferire effettività all’attribuzione.

Sempre nella prospettiva ermeneutica indicata deve essere correttamente intesa la responsabilità cui fa riferimento l’art. 101, comma 1 quale espressione di un ruolo professionale cui sono intrinsecamente connessi, in chiave direzionale e gestionale, poteri e conseguenti responsabilità sull’outcome di rilevanti processi (es. piano dei fabbisogni di personale).”.

In tal modo, la citata disciplina del nuovo CCNL esplicita per il Segretario un sistema di compiti e responsabilità professionali di per sé immediatamente espletabili ed esigibili coerente con il concreto svolgimento delle funzioni di sovrintendenza e coordinamento espressamente affidategli dall’art. 97, comma 4, del dlgs. 267/2000 e smi.

In tale quadro di autonoma valenza della disciplina contrattuale citata resta, viceversa, rimesso alla autonoma valutazione dei singoli enti, in stretta connessione con le esigenze del proprio concreto assetto organizzativo, corredare i citati compiti del segretario di eventuali previsioni regolamentari interne atte a stabilirne le forme di espletamento e ad adeguare nel modo più congruo l’assetto delle funzioni amministrative ad essi ritenuto connesso.

Rispetto a tale ultima problematica, tuttavia, poiché la stessa attiene a scelte regolamentari inerenti gli assetti organizzativi la scrivente Agenzia, ratione materiae, non può fornire specifici orientamenti applicativi.

Indicazioni interpretative della disciplina legislativa, ove ritenute necessarie per orientare l’attività di normazione autoorganizzativa, che costituisce autonoma prerogativa dell’Ente, potranno pertanto essere richieste al Dipartimento della Funzione Pubblica od al Ministero dell’Interno.

Parere sugli schemi, predisposti dall’AgiD, di Linee Guida sull’interoperabilità tecnica delle pubbliche amministrazioni e di Linee Guida su tecnologie e standard per la sicurezza dell’interoperabilità tramite API dei sistemi informatici – Garante Privacy 08.072021

Parere sugli schemi, predisposti dall’AgiD, di Linee Guida sull’interoperabilità tecnica delle pubbliche amministrazioni e di Linee Guida su tecnologie e standard per la sicurezza dell’interoperabilità tramite API dei sistemi informatici - Garante Privacy 08.072021

Garantire l’innovazione della pubblica amministrazione, con banche date interoperabili e accessibili in sicurezza anche a soggetti privati, proteggendo integrità e riservatezza dei dati dei cittadini. Questo l’obiettivo dei due nuovi schemi di Linee guida previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale su cui il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole.

Le “Linee Guida sull’interoperabilità tecnica delle Pubbliche Amministrazioni” contribuiscono a definire un modello di riferimento per consentire la comunicazione tra le banche dati e lo scambio di informazioni tra enti pubblici, e tra la P.A. e il settore privato, al fine di offrire servizi più veloci ed efficienti. Le “Linee Guida Tecnologie e standard per la sicurezza dell’interoperabilità tramite API dei sistemi informatici” si focalizzano sulle tecnologie e le loro modalità di utilizzo per garantire la sicurezza dei flussi di dati, in particolare tramite le cosiddette Api (Application programming interface) che consentono il dialogo tra i vari software utilizzati per la fornitura di servizi.

Nel parere il Garante dà atto ad Agid, che ha predisposto i due testi, di aver definito un quadro di garanzie e di misure volte ad assicurare l’integrità e la riservatezza dei dati personali – spesso anche particolarmente delicati e sensibili – oggetto di scambio tra le banche dati, rispettando le esigenze di protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita, in coerenza con gli obblighi stabiliti dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati.

Il Garante rimarca comunque la necessità che ogni flusso di dati personali, tra e con le banche dati della P.A., trovi legittimo fondamento in una idonea base giuridica, che renda chiare le specifiche responsabilità dei soggetti coinvolti nello scambio di dati e definisca adeguate garanzie a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati.

Link al documento: https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9682994