Salvaguardia dell’immagine dell’Ente e responsabilità disciplinare – Consiglio di Stato sentenza 10323/2024

Salvaguardia dell'immagine dell'Ente e responsabilità disciplinare - Consiglio di Stato sentenza 10323/2024

Il comportamento del docente universitario sui social media, laddove faccia riferimento al proprio ruolo istituzionale, non è estraneo alla sfera d’influenza della responsabilità disciplinare dell’Ateneo. La spendita della propria qualità di docente in contesti pubblici può comportare riflessi sulla reputazione dell’Università, giustificando l’intervento disciplinare per salvaguardare l’immagine dell’ente. In particolare la libertà di manifestazione del pensiero, garantita dall’art. 21 Cost., trova limiti nei principi di veridicità, pertinenza e continenza. La diffusione di messaggi offensivi tramite social media eccede tali limiti, legittimando l’intervento disciplinare della P.A., specialmente quando tali messaggi siano riconducibili anche indirettamente al contesto professionale del pubblicante.

Link: https://www.aranagenzia.it/documenti-di-interesse/sezione-giuridica/consiglio-di-stato/15459-2025-02-26-07-09-22.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

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Regole per la corretta implementazione dei Sistemi di Videosorveglianza – Garante della Privacy provvedimento del 19.12.2024

Regole per la corretta implementazione dei Sistemi di Videosorveglianza - Garante della Privacy provvedimento del 19.12.2024

Link: https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10107263

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Il bando di concorso pubblico è lex specialis e va interpretata in maniera letterale – Consiglio di Stato 1168/2025

Il bando di concorso pubblico è lex specialis e va interpretata in maniera letterale - Consiglio di Stato 1168/2025

Il bando, costituendo la lex specialis del concorso indetto per l’accesso al pubblico impiego, deve essere interpretato in termini strettamente letterali, con la conseguenza che le regole in esso contenute vincolano rigidamente l’operato dell’Amministrazione obbligata alla loro applicazione senza alcun margine di discrezionalità, in ragione sia dei richiamati principi dell’affidamento e di tutela della parità di trattamento tra i concorrenti, sia del più generale principio che vieta la disapplicazione del bando, quale atto con cui l’Amministrazione si è originariamente autovincolata nell’esercizio delle potestà connesse alla conduzione della procedura selettiva. In sostanza, le clausole del bando di concorso per l’accesso al pubblico impiego non possono essere assoggettate a procedimento ermeneutico in funzione integrativa, diretto ad evidenziare in esse pretesi significati impliciti o inespressi, ma vanno interpretate secondo il significato immediatamente evincibile dal tenore letterale delle parole e dalla loro connessione.

Link: https://www.aranagenzia.it/documenti-di-interesse/sezione-giuridica/consiglio-di-stato/15458-sezione-iv-sentenza-11682025-impiego-pubblico-dipartimento-della-funzione-pubblica-concorso-pubblico-interpretazione-letterale.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

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