
Il comportamento del docente universitario sui social media, laddove faccia riferimento al proprio ruolo istituzionale, non è estraneo alla sfera d’influenza della responsabilità disciplinare dell’Ateneo. La spendita della propria qualità di docente in contesti pubblici può comportare riflessi sulla reputazione dell’Università, giustificando l’intervento disciplinare per salvaguardare l’immagine dell’ente. In particolare la libertà di manifestazione del pensiero, garantita dall’art. 21 Cost., trova limiti nei principi di veridicità, pertinenza e continenza. La diffusione di messaggi offensivi tramite social media eccede tali limiti, legittimando l’intervento disciplinare della P.A., specialmente quando tali messaggi siano riconducibili anche indirettamente al contesto professionale del pubblicante.
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