SI A RIMBORSI SPESE PER MISSIONI MA SOLO SE DISCIPLINATO NELLE CONVENZIONI ED ENTRO I LIMITI – CORTE DEI CONTI CAMPANIA DELIBERA N. 275/2016

rimborsi speseComune di Pratella. La Sezione ritiene che, nella fattispecie all’esame, debba trovare applicazione l’art.6, co. 12, del d. l. n. 78/2010 convertito dalla L. n.122/2010, il quale prevede che le Amministrazioni pubbliche non possono effettuare spese per missioni, anche all’estero, con esclusione delle missioni internazionali di pace e delle Forze armate, delle missioni delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, del personale di Magistratura, nonché di quelle strettamente connesse ad accordi internazionali ovvero indispensabili per assicurare la partecipazione a riunioni presso enti e organismi internazionali o comunitari, nonché con investitori istituzionali necessari alla gestione del debito pubblico, per un ammontare superiore al 50 % della spesa sostenuta nell’anno 2009. Gli atti e i contratti posti in essere in violazione della richiamata disposizione costituiscono illecito disciplinare e determinano responsabilità erariale. La Sezione, oltre a precisare che la giurisprudenza della Corte dei conti ha avuto già occasione di pronunciarsi in merito alla normativa di riferimento per analoghe fattispecie, richiama, altresì, quanto deliberato in argomento dalle Sezioni Riunite, con riguardo all’art. 45, co. 2 del CCNL del 16.05.2001, per i Segretari Comunali e Provinciali titolari di segreteria convenzionata, essendosi ritenuto che detto articolo non è stato reso inefficace dall’entrata in vigore dell’art. 6, comma 12 della legge n. 122 del 2010, stante la diversità della fattispecie (del. 9/2011), ritenendo che gli stessi principi debbano trovare applicazione al caso in esame, venendo anche qui in rilievo la necessità di sollevare il personale di servizio dalle spese sostenute per gli spostamenti fra le varie sedi istituzionali ove vengono espletate le funzioni in convenzione. L’accollo, da parte della pubblica amministrazione, di tale onere, anche in detta fattispecie, deve trovare la sua disciplina in ciascuna convenzione, avendo a mente che lo scopo di tale istituto e di tutta la normativa relativa al personale è quello di migliorare l’organizzazione degli Enti interessati al fine di fornire servizi più adeguati sia ai cittadini che alle imprese, nell’osservanza dei principi di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

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INCENTIVI DIREZIONE LAVORI E COLLAUDO OPERE PUBBLICHE SOLO SE REALIZZATE ALL’INTERNO DELL’ENTE – CORTE DEI CONTI LOMBARDIA DELIBERA N. 184/2016

incentivi direzione lavori e collaudo opere pubblicheQuesito: se ai sensi degli artt.1,co.2 lett.e) e 113 si possa prevedere nel regolamento una forma di incentivazione per attività di direzione lavori e collaudo per opere pubbliche derivanti da convenzioni urbanistiche con soggetti privati per opere di urbanizzazione che implicano l’approvazione dei relativi progetti dagli organi collegiali comunali. La Sezione osserva che, alla luce del tenore letterale dell’art.113, d.lgs.n.50/16, gli incentivi per attività tecniche non possono essere riconosciuti in favore di dipendenti interni che svolgano attività di direzione lavori o di collaudo quando dette attività sono connesse a “lavori pubblici da realizzarsi da parte di soggetti privati, titolari di permesso di costruire o di un altro titolo abilitativo, che assumono in via diretta l’esecuzione delle opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso, ai sensi dell’articolo 16, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dell’articolo 28, comma 5, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, ovvero eseguono le relative opere in regime di convenzione” (art. 1, comma 2, lett. e d.lgs. 50/16).

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RIEPILOGO SULLE CAPACITA’ ASSUNZIONALI E IL CALCOLO DEL TURN OVER – CORTE DI CONTI LOMBARDIA DELIBERA N. 188/2016

capacità assunzionaleFerma restando la possibilità, per gli enti locali, di cumulare le facoltà assunzionali per il triennio 2013-2014-2015, solo per l‘ultimo dei periodi citati (il 2015), la loro utilizzazione resta subordinata alla previa attivazione dei processi di mobilità del personale di area vasta, tenendo in considerazione le specifiche caratteristiche soggettive delle risorse da assumere (ove espressamente previsto dal dato normativo) ma senza alcuna limitazione territoriale.

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