Stabilizzazione personale in servizio a tempo determinato – Corte di Cassazione ordinanza 25237/2024

Stabilizzazione personale in servizio a tempo determinato - Corte di Cassazione ordinanza 25237/2024

La Corte parte dal presupposto che, nel pubblico impiego, le norme sulla stabilizzazione del personale in servizio a tempo determinato costituiscono una deroga al principio dell’accesso mediante concorso, di cui all’art. 97 Cost., e che, pertanto, non solo non possono essere applicate in via analogica a casi non espressamente contemplati (Cass. n. 21200/2020), ma devono anche essere interpretate in senso strettamente coerente con la ratio che legittima la deroga al principio costituzionale. In proposito, questa Corte ha statuito che “Il presupposto della procedura delineata dal legislatore è, con ogni evidenza, quello dell’assenza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato” e che “ritenere, al contrario, che la partecipazione alla procedura di stabilizzazione possa essere estesa a dipendenti già in servizio a tempo indeterminato presso una pubblica amministrazione entrerebbe in contraddizione con la ratio della norma, alterandone il carattere speciale di reclutamento ristretto alla platea dei dipendenti in servizio “precari”, in quanto titolari di contratti a tempo determinato”. Infatti, “Il concetto stesso di stabilizzazione trova… logico ed immanente fondamento anzitutto nella esistenza in atto di un rapporto precario da stabilizzare” ed è “proprio l’eliminazione del precariato che costituisce, in presenza di determinate condizioni preordinate a verificarne la coincidenza con le esigenze organizzative della Pubblica Amministrazione, apprezzabile interesse pubblico idoneo a giustificare l’eccezione alla regola della concorsualità, in misura compatibile con i principi costituzionali” (Cass. n. 6310/2021”.

Link: https://www.aranagenzia.it/documenti-di-interesse/sezione-giuridica/corte-di-cassazione/15222-2024-11-11-11-29-57.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

Parere DFP-0015900-a-29-A-29/02/2024 sulla corretta interpretazione delle facoltà di stabilizzazione consentite dall’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 e dall’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 22 aprile 2023, 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74 – Dipartimento Funzione Pubblica

Parere DFP-0015900-a-29-A-29/02/2024 sulla corretta interpretazione delle facoltà di stabilizzazione consentite dall’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 e dall’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 22 aprile 2023, 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74 - Dipartimento Funzione Pubblica

La Funzione Pubblica ha fornito un chiarimento cruciale riguardante la stabilizzazione dei lavoratori precari e la valutazione dei servizi nei singoli enti in gestione associata. Con questo parere il Dipartimento risponde al quesito posto da un ente capofila di un Ambito Sociale Territoriale che include 22 piccoli Comuni convenzionati. Nello specifico il quesito verte sulla possibilità di stabilizzare sette assistenti sociali assunti a tempo determinato tramite concorso dall’Ente capofila, estendendo questa stabilizzazione agli altri Comuni dell’Ambito dove gli assistenti hanno lavorato.

Link al documento: https://www.aranagenzia.it/documenti-di-interesse/sezione-giuridica/dipartimento-funzione-pubblica/15005-2024-07-10-06-31-59.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

Decreto attuativo che stabilisce i criteri e le procedure per il reclutamento di giovani laureati – Dipartimento della Funzione Pubblica DM 26.12.2023

Decreto attuativo che stabilisce i criteri e le procedure per il reclutamento di giovani laureati - Dipartimento della Funzione Pubblica DM 26.12.2023

Il provvedimento, adottato di concerto con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, dà attuazione al DL 44/2023, convertito dalla legge n.74/2023. Le convenzioni con le Università per individuare gli studenti da assumere, renderanno attuabile l’apprendistato nel pubblico impiego. Fino al 31 dicembre 2026, con l’apprendistato le amministrazioni potranno reclutare giovani laureati fino al 10% delle proprie capacità assunzionali, il 20% per Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitane. Il contratto, della durata massima di 36 mesi, prevede l’inquadramento nell’area dei funzionari. Alla scadenza è prevista l’assunzione a tempo indeterminato per chi ha ricevuto, con tanto di relazione motivata, una valutazione positiva del servizio prestato. Le selezioni, articolate su una prova scritta anche a contenuto teorico-pratico e un orale, avvengono su base territoriale. Tra i principali criteri di valutazione anche l’età, che non può essere superiore ai 24 anni, il voto di laurea, la regolarità del percorso di studi, nonché eventuali esperienze professionali e competenze in materia di organizzazione e gestione della pubblica amministrazione acquisite durante gli studi. Il contratto di apprendistato crea un ponte con le Università e i pubblici uffici, per dotarli delle competenze necessarie a fornire a cittadini e imprese servizi al passo con i tempi, sempre più efficaci ed efficienti e adeguati alle loro nuove esigenze.

Link al documento: https://www.aranagenzia.it/documenti-di-interesse/sezione-giuridica/dipartimento-funzione-pubblica/14386-dm-26-dicembre-2023-decreto-attuativo-che-stabilisce-i-criteri-e-le-procedure-per-il-reclutamento-di-giovani-laureati.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni