TRASMISSIONE DOCUMENTI CICLO DELLA PERFORMANCE – CIVIT

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La Commissione nella seduta del 28/05/2013 ha precisato che gli Enti territoriali (Regioni e Enti strumentali, Province, Comuni, Unioni di Comuni e altri Enti locali) e relativi OIV o Nuclei non sono tenuti a trasmettere alla CiVIT i documenti elaborati nell’ambito del ciclo di gestione della performance (Sistemi, Piani, Standard, Relazioni e documenti equivalenti). L’attività di verifica a campione prevista dall’art. 13, comma 6, lettera c) del D.Lgs. n. 150/2009 verrà svolta a partire dai documenti pubblicati dalle singole amministrazioni nelle apposite sezioni previste presso i siti istituzionali.
Sono invece tenuti alla trasmissione alla CiVIT dei documenti relativi al ciclo di gestione della performance soltanto le Amministrazioni centrali, gli Enti pubblici non economici nazionali e le Università (e relativi OIV o Nuclei). Per le Camere di Commercio si fa riferimento a quanto previsto dalle intese con Unioncamere.

PRENOTAZIONE SPESA PERSONALE – CORTE DEI CONTI LOMBARDIA DELIBERAZIONE N. 235 /2013/PAR

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Il vigente quadro normativo ha delineato una pluralità di divieti (cfr. art. 76 c.4, del decreto legge 25 giugno 2008, n.112 e ss.mm.ii.), di vincoli e di sanzioni (cfr. art. 1 commi 557 e 557 ter, legge 27 dicembre 2006, 296), ma anche di deroghe (cfr. art. 76 c. 7 – secondo periodo – del decreto legge 25 giugno 2008, n.112 e ss.mm.ii.), volte a garantire agli Enti più virtuosi l’accesso all’istituto del turn over, ancorchè circoscrivendolo al limite percentuale (attualmente) del 40% della spesa corrispondente alle cessazioni dell’anno precedente e comunque riferito a cessazioni/assunzioni a tempo indeterminato.

Per quel che concerne la corretta contabilizzazione delle spese di personale programmate per l’anno 2012, il Collegio rammenta che l’art. 183 del D.Lgs n. 267/2000 prevede che l’assunzione dell’impegno (quale prima fase del procedimento di spesa) presuppone: l’esistenza di un’obbligazione giuridicamente perfezionata, la determinazione del soggetto creditore e la definizione della somma da pagare nel quantum e nel titolo. Inoltre, nel caso specifico contemplato dal secondo comma, lett. a) dell’art. 183 cit., l’approvazione del bilancio comporta l’automatica costituzione dell’impegno di spesa per il trattamento economico tabellare già attribuito al personale dipendente e per i relativi oneri riflessi. Ne consegue che la mera programmazione di assunzione di personale nell’esercizio di riferimento, seppur approvata in sede di bilancio di previsione, non integra la fattispecie d’impegno automatico di cui al citato art. 183 comma 2 lett. a), se ed in quanto riferita ad obbligazioni non ancora giuridicamente perfezionate, per le quali non sussiste ancora alcun rapporto di lavoro con l’Ente.

Il Collegio evidenzia, peraltro, l’esigenza di assicurare la riduzione delle spese di personale “a regime”, dunque anche nel medio periodo in ossequio ad una programmazione dei fabbisogni improntata alla sana gestione finanziaria e ad un efficiente utilizzo delle risorse umane disponibili. Ciò comporta la verifica di una strutturale riduzione degli andamenti di spesa di personale rispetto all’esercizio precedente (per gli enti sottoposti al patto di stabilità). In questo senso si è, da tempo, indirizzata la giurisprudenza della Sezione (parere n. 1041/2010).

Siffatto approdo ermeneutico di principio è stato puntualizzato dalla successiva giurisprudenza contabile (cfr. Sezione regionale di controllo per la Basilicata delibera n. 2 del 23 febbraio 2012), secondo la quale: “ …la programmazione di nuove assunzioni con avvio delle relative procedure determina un “effetto prenotativo” nello stesso anno sulle relative somme ai soli fini del disposto di cui all’art. 1 comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, senza che ciò comporti una prenotazione d’impegno in senso contabile. Ne consegue che quando e se nell’anno successivo le assunzioni verranno concretamente effettuate con impegno delle relative spese, si dovrà tener conto, ai fini del raffronto con le spese dell’anno precedente ai sensi del predetto comma 557, delle spese che seppur non impegnate risultano prenotate nel precedente esercizio …”.

Ne deriva che, nei sopracitati limiti, possono rilevare – ai soli fini del confronto ex art. 1 comma 557 l. n. 296/2006 – le spese “che decorrono” dal momento dell’avvio delle procedure di assunzione, purché la singola procedura di reclutamento sia sfociata nell’assunzione del dipendente quale unitaria concatenazione di atti prodromici all’impegno contabile in senso proprio. Non rilevano, dunque, quale dies a quo della rilevanza “virtuale” della spesa ex art. 1 comma 557 l. n. 296/2006, meri atti programmatori oppure pregresse procedure non conclusesi utilmente per mancanza di aspiranti o per altre ragioni (ed a fortiori per fatto imputabile all’ente medesimo).

clicca qui per scaricare il documento: https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2628-10/06/2013-SRCLOM

 

SPESA SEGRETARIO COMUNALE – CORTE DEI CONTI VENETO DELIBERAZIONE N. 97/2013/PAR

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Venendo al merito, la questione interpretativa posta all’attenzione della Sezione è finalizzata a evitare che la riduzione della spesa complessiva del personale 2012, dovuta alla spesa del Segretario comunale, determini, nel confronto con quella complessiva da sostenere nel 2013 (incrementata per effetto di tale causa), lo sforamento del vincolo imposto dall’articolo 1, comma 557, della legge 267/2006 :alla mancanza di un impegno di spesa vero e proprio nel finale dell’esercizio 2012 sopperirebbe, sulla base della prospettazione offerta dal Comune, una prenotazione di impegno volta a sostenere l’intero onere della spesa annuale del segretario comunale.

Il quesito presuppone una previa verifica circa il fatto se la spesa relativa alla figura del Segretario comunale sia annoverabile a tutti gli effetti tra la spesa del personale. Sotto quest’ultimo profilo, la Sezione si era già in precedenza pronunciata (deliberazioni n. 75/2010/PAR e n. 154/2011/PAR), affermando che essa deve essere computata nella spesa del personale, come del resto depone la giurisprudenza di questa Corte (deliberazione Sez. Toscana. n. 20/P/2007).

Il Collegio non ignora peraltro le conseguenze del passaggio degli enti locali con più di mille abitanti dalla disciplina vincolistica cui sono soggetti gli enti minori a quella degli enti soggetti al patto di stabilità (conseguente alle disposizioni di cui all’art. 16, comma 31, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge 14 gennaio 2011, n. 148), su cui questa Sezione si è già espressa con deliberazione n. 98/2012/PAR. In quella sede si era sostenuto, proprio in relazione alla individuazione della disciplina applicabile ad un ente locale nel passaggio dal regime di cui al comma 562 a quello del comma 557 che “….il Comune di Arsiè, con popolazione superiore ai 1.000 abitanti, sia tenuto al rispetto di tutte le disposizioni in materia di patto di stabilità interno vigenti al momento dell’assunzione della nuova unità di personale, ai sensi del comma 31, dell’art. 16 del citato D.L. n. 138/2011…”.

Le coordinate interpretative da cui muove la Sezione sono fondate sulla considerazione dei più incisivi vincoli di spesa ed assunzionali per gli enti minori e per quelli soggetti a patto di stabilita che trova le sue fonti nell’attuale formulazione dell’articolo 76, comma 7, del DL 25 giugno 2008, n. 112, convertito in l. 6 agosto 2008, n. 133 e nell’articolo 1, commi 557 e 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296), ricostruita nella deliberazione delle Sezioni delle Autonomie                              n. 12/SEZAUT/2012/INPR; ma anche sulla oramai condivisa considerazione che “ …la programmazione di nuove assunzioni con avvio delle relative procedure determina un “effetto prenotativo” nello stesso anno sulle relative somme ai soli fini del disposto di cui all’art. 1 comma 557, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, senza che ciò comporti una prenotazione d’impegno in senso contabile. Ne consegue che quando e se nell’anno successivo le assunzioni verranno concretamente effettuate con impegno delle relative spese, si dovrà tener conto, ai fini del raffronto con le spese dell’anno precedente ai sensi del predetto comma 557, delle spese che seppur non impegnate risultano prenotate nel precedente esercizio …” (Sezione regionale di controllo per la Basilicata, delibera n. 2 del 23 febbraio 2012, Sezione regionale di controllo della Campania, deliberazione n. 253/2012/PAR).

La figura del segretario comunale, purtuttavia, sfugge normalmente alle logiche della programmazione delle assunzioni, sia perché la sua presa di servizio nei comuni di piccolissime dimensioni avviene assai spesso dopo la sua assunzione in ruolo effettuata (non già dal Comune ma) dal Ministero dell’Interno, sia perché sovente concorre con il fenomeno assai frequente del convenzionamento o lo scavalco nei piccoli comuni: di talché la spesa relativa subisce oscillazioni non marginali da un anno all’altro.

in relazione alla corretta contabilizzazione delle spese di personale programmate per l’anno 2012, il Collegio, pur non ignorando che l’art. 183 del D.lgs. n. 267/2000 prevede che l’assunzione dell’impegno (quale prima fase del procedimento di spesa) presuppone l’esistenza di un’obbligazione giuridicamente perfezionata, la determinazione del soggetto creditore e la definizione della somma da pagare nel quantum e nel titolo, è ben consapevole che un’interpretazione rigorosa della normativa citata determinerebbe il rischio di compromettere la possibilità di realizzare le facoltà assunzionali che – nei termini e limiti innanzi precisati – è riconosciuto e garantito ex lege (questa Sezione deliberazione n. 403/2012/PAR).

Osserva peraltro il Collegio, che il citato principio di diritto volto alla prenotazione dell’impegno relativo risulta pienamente in linea con la ratio della normativa di riferimento, anche nell’ipotesi della spesa del Segretario comunale. Il sopra esposto principio viene ad essere corroborato nella fattispecie sottoposta all’esame della Collegio dal fatto che il segretario comunale ha con l’ente locale un rapporto di servizio ma non un rapporto di lavoro dipendente, che intercorre invece con lo Stato attraverso il Ministero dell’Interno (mentre in precedenza tale rapporto di lavoro intercorreva con l’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali, ente pubblico istituito dall’art. 17, comma 76, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e soppresso dall’art.7, comma 31 ter, della legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, che ha trasferito la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali al Ministero dell’Interno).

Rileva quindi la circostanza che la spesa in questione, oltre a derivare da fatti contingenti, scaturisce, come detto, da molteplici fattori assai spesso indipendenti dalla volontà dell’Ente .

Di talché, come rilevato già in precedenza da questa Sezione, Ai fini della verifica del rispetto del vincolo posto dalla legge deve necessariamente prescindersi dalla valutazione circa la precarietà o meno della copertura del posto del Segretario: ciò che rileva è la figura in quanto tale , per la sua indefettibilità evidenziata tra l’altro non solo dalla previsione dell’art. 97 del TUEL (e in particolare il compito di assistenza agli organi), ma anche dalla stessa circostanza (..) secondo cui in caso di mancata nomina viene comunque inviato un Segretario, seppur in disponibilità (ai sensi di quanto, non a caso, stabilito dalle norme contenute nel Dpr 465/1997, e segnatamente dall’art.19) (deliberazione n. 154/2011/PAR).

La circostanza secondo cui tale spesa, sia pure in un‘ottica complessiva di matrice vincolistica che tende alla sua diminuzione,  debba essere comunque garantita, rafforza ancora di più la conclusione sopra riportata, alla luce tra l’altro delle rinnovate funzioni attribuite alla figura del Segretario comunale e a seguito in particolare del D.lgs. 190/2012 che individuano, di norma, in tale figura l’organo responsabile della prevenzione della corruzione e di fondamentali compiti di programmazione e vigilanza.

Ciò non toglie comunque che “Il Comune deve adottare tutte le possibili forme organizzative che consentono il rispetto del contenimento della spesa del personale, in primo luogo, cercando una forma di collaborazione del segretario comunale che contenga per quanto è possibile la spesa ed eventualmente riducendo altre spese di personale.” (delibera Sez. Lombardia n. 1047 del 13.11.2010 ).

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