Diritto di accesso, il Garante privacy sanziona una banca per 100mila euro. Cliente può accedere ai propri dati contenuti nelle registrazioni degli ordini telefonici – Garante della Privacy Provvedimento Provvedimento del 10 luglio 2025

Diritto di accesso, il Garante privacy sanziona una banca per 100mila euro. Cliente può accedere ai propri dati contenuti nelle registrazioni degli ordini telefonici - Garante della Privacy Provvedimento Provvedimento del 10 luglio 2025

Il Garante privacy ha comminato una sanzione di 100mila euro a una banca per non aver risposto in modo esaustivo a un cliente che aveva fatto richiesta di accesso ai propri dati personali contenuti nelle conversazioni telefoniche.

Il cliente, vittima di una frode, si era rivolto alla banca per ottenere le registrazioni delle chiamate intercorse con il servizio clienti, utili per contestare l’esecuzione di un bonifico di circa 10mila euro e ricostruire quanto accaduto. Non avendo ricevuto una risposta soddisfacente, ha presentato un reclamo all’Autorità.

Solo dopo l’apertura del procedimento da parte del Garante, la banca ha fornito le registrazioni, ma ormai oltre il termine dei 30 giorni previsto dal Regolamento UE (art.15).

Nel suo provvedimento sanzionatorio, il Garante ha ricordato che anche le telefonate tra cliente e banca possono essere considerate dati personali e, in quanto tali, devono essere accessibili su richiesta, nel rispetto dei diritti di eventuali terzi coinvolti (Linee Guida Edpb 01/2022).  

Nel definire l’ammontare della sanzione, l’Autorità ha tenuto conto del fatturato della banca, della buona collaborazione dimostrata nel corso dell’istruttoria e dell’assenza di violazioni precedenti.

Link: https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10168555

Rispondi

Garante privacy: dossier sanitario accessibile solo per ragioni di cura. Sanzionati un ospedale e una clinica privata – Garante della Privacy Provvedimento del 4 agosto 2025

Garante privacy: dossier sanitario accessibile solo per ragioni di cura. Sanzionati un ospedale e una clinica privata - Garante della Privacy Provvedimento del 4 agosto 2025

Il Garante privacy sanziona con 80mila euro un’Azienda Ospedaliero-Universitaria per non aver configurato correttamente il dossier sanitario. Il provvedimento nasce da un accertamento ispettivo dell’Autorità presso l’Ospedale, per verificare il rispetto della normativa privacy nei trattamenti effettuati mediante il dossier sanitario.

Dagli accertamenti è emerso che l’Azienda utilizzava due applicativi relativi rispettivamente alla cartella ambulatoriale e a quella di ricovero, attraverso i quali, tutto il personale sanitario poteva effettuare ricerche sulla storia clinica dei pazienti anche nel caso in cui non fosse coinvolto nel loro percorso di cura. I sistemi utilizzati dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria non prevedevano infatti l’utilizzo di adeguate misure di profilazione degli accessi né misure di sicurezza come l’utilizzo di alert o il tracciamento delle operazioni effettuate sugli applicativi, in appositi file di log. Inoltre, i pazienti non erano a conoscenza dell’esistenza dei trattamenti effettuati attraverso il dossier e dunque impossibilitati a prestare o negare il proprio consenso al proprio dossier o a decidere se oscurare alcune informazioni come quelle soggette a maggior tutela.

Nel comminare la sanzione, il Garante ha ribadito quanto già stabilito nelle Linee Guida del 2015. Ovvero che al paziente, dev’essere consentito di scegliere se le informazioni cliniche che lo riguardano alimentino il dossier a cui potrà accedere solo il personale sanitario che lo ha effettivamente in cura.

Infine, per violazioni analoghe il Garante ha sanzionato anche una casa di cura privata per 12mila euro.

Link: https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10166336

Rispondi

Minori: il Garante privacy sanziona un asilo nido. Telecamere installate senza garanzie e foto di bambini piccolissimi online – Garante della Privacy Provvedimento del 10 luglio 2025

Minori: il Garante privacy sanziona un asilo nido. Telecamere installate senza garanzie e foto di bambini piccolissimi online - Garante della Privacy Provvedimento del 10 luglio 2025

La riservatezza e la dignità dei bambini vanno tutelate sin dalla primissima infanzia. È questo, in sintesi, il principio alla base del provvedimento con il quale il Garante ha vietato a un asilo nido l’ulteriore diffusione online delle foto dei piccoli ospiti (di età compresa tra i 3 e i 36 mesi) e ha ordinato la cancellazione delle immagini illecitamente trattate.

Il procedimento dell’Autorità ha fatto seguito al reclamo di un genitore che, per poter iscrivere la figlia, ha dovuto prestare il consenso alla raccolta e all’utilizzo delle immagini della bambina. Il genitore, inoltre, aveva segnalato la presenza, all’interno dell’asilo, di un sistema di videosorveglianza in funzione anche durante lo svolgimento dell’attività scolastico-educativa.

Nel corso dell’istruttoria è emerso che l’asilo aveva pubblicato sia sul sito web sia sul proprio profilo di “Google Maps” numerose immagini dei minori in diversi momenti della “giornata tipo”, anche in contesti particolarmente delicati (sonno, mensa, utilizzo dei servizi igienici, cambio pannolino, massaggi infantili). In situazioni e attività, dunque, caratterizzate da una particolare delicatezza o destinate a rimanere riservate. Ciò senza considerare i rischi connessi alla maggiore esposizione delle immagini sul web e alla loro eventuale riutilizzabilità da parte di malintenzionati per fini illeciti o reati a danno dei minori.

Il Garante ha affermato che i trattamenti effettuati dall’asilo non avrebbero potuto trovare giuridico fondamento nel consenso dei genitori, prevalendo, comunque, il superiore interesse dei minori a non vedere pubblicate online, per promuovere l’attività dell’asilo, le fotografie che li ritraggono in momenti particolarmente intimi della loro esperienza scolastico-educativa. Oltretutto, tale consenso non sarebbe stato considerabile come consapevole e libero, visto che, in caso di rifiuto, sarebbe stata preclusa la possibilità di iscrivere i piccoli all’asilo. Anche il sistema di videosorveglianza, che raccoglieva immagini dei minori, del personale educativo, nonché di genitori, fornitori e visitatori, era stato utilizzato senza rispettare lo Statuto dei lavoratori e la normativa privacy. Per le numerose violazioni emerse, il Garante ha ingiunto all’asilo il pagamento di una sanzione di 10mila euro.

Link: https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10162731


Rispondi