LEGITTIMI GLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL LUOGO DI LAVORO PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO – CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA N. 3255/2021

LEGITTIMI GLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL LUOGO DI LAVORO PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO - CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA N. 3255/2021

Link al documento: http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20210127/snpen@s30@a2021@n03255@tS.clean.pdf

NO ALL’ACCESSO CIVICO SE COMPORTA UN PREGIUDIZIO ALLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – GARANTE PER LA PRIVACY PARERE N. 180/2020

NO ALL'ACCESSO CIVICO SE COMPORTA UN PREGIUDIZIO ALLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

“… In relazione ai profili di competenza di questa Autorità, si evidenzia, altresì, che il citato 5-bis prevede che l’accesso civico debba essere rifiutato, fra l’altro, «se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela [della] protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (comma 2, lett. a). Per dato personale si intende «qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»)» e si considera “identificabile” «la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale» (art. 4, par. 1, n. 1, RGPD).”

Link al documento: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9483596

La trasmissione degli elenchi dei positivi ai Tribunali non consente un’efficace tutela del personale ed è sproporzionata – Garante per la Protezione dei dati Personali, Covid-19 e protezione dal contagio degli ufficiali giudiziari

Covid-19 e protezione dal contagio degli ufficiali giudiziari

Per assicurare il contenimento del contagio da Covid-19 e la protezione degli ufficiali giudiziari i Tribunali non sono tenuti a conoscere lo stato di salute dei soggetti cui notificare atti giudiziari, ma, come previsto dalle norme adottate dal Governo, devono predisporre adeguati dispositivi di protezione individuale.

E’ quanto ha precisato l’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali in una nota indirizzata al Ministero della Giustizia con cui ha fornito il suo parere in merito alla questione sollevata  da un’ azienda sanitaria di Verona, alla quale l’UNEP (Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti) del Tribunale della stessa città aveva chiesto di poter avere quotidianamente gli elenchi aggiornati delle persone positive o sospette positive al Covid-19, dei soggetti in quarantena e dei loro conviventi, nonché a loro dislocazione.

Il Garante ha ritenuto che la disponibilità dei predetti elenchi delle Aziende sanitarie non risulta necessaria né all’esercizio delle funzioni attribuite all’UNEP, né alla protezione dal contagio del personale addetto alle notifiche.

Nel fornire la sua risposta, l’Autorità ha tenuto conto del fatto che, in assenza di una mappatura dell’intera popolazione in merito al contagio Covid-19, l’eventuale stato di positività dei destinatari degli atti potrebbe sussistere, seppure non ancora accertato.

Di conseguenza, in linea con le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, i Tribunali devono adottare le misure di protezione individuale, disposte dal Governo per i lavoratori a contatto con il pubblico, nei confronti di tutti gli operatori UNEP a prescindere dal fatto che essi accedono a locali ove è domiciliata una persona accertata Covid-19.

Occorre inoltre considerare, che anche ove tali elenchi fossero acquisiti spetterebbe ai tribunali una difficile opera di aggiornamento, tenuto conto che gli stessi sono in continua evoluzione sulla base dei risultati dei tamponi.

L’Ufficio del Garante si è comunque reso disponibile a interloquire con il Ministero della giustizia per trovare una soluzione che consenta lo svolgimento dei compiti degli UNEP assicurando, al contempo, la protezione dal contagio del personale impiegato e la riservatezza dei soggetti posti in isolamento domiciliare per Covid-19.