No alla geolocalizzazione del personale in lavoro agile – Garante della Privacy Provvedimento del 13.03.2025

No alla geolocalizzazione del personale in lavoro agile - Garante della Privacy Provvedimento del 13.03.2025

Il Garante, chiamato ad esprimersi in merito al reclamo presentato da una dipendente dell’Azienda regionale per lo sviluppo e per i servizi in agricoltura (ARSAC), riguardante il trattamento, da parte del datore di lavoro, dei dati relativi alla geolocalizzazione del personale che presta la propria attività lavorativa in modalità agile, rileva l’illiceità del trattamento, da parte di ARSAC per il tramite dell’applicativo informatico, dei dati relativi alla posizione geografica della generalità dei dipendenti in lavoro agile e il successivo utilizzo degli stessi per avviare un procedimento disciplinare a carico della reclamante risultano essere avvenuti in violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a), b) e c), 6, 13, 25, 35 e 88 del Regolamento e dell’art. 113 del Codice.

Link: https://www.aranagenzia.it/download/provvedimento-n-135-del-13-marzo-2025-garante-per-la-protezione-dei-dati-personali/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

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Lavoro: il dipendente ha diritto di accedere ai dati sulla geolocalizzazione – Garante della Privacy Provvedimento del 14 settembre 2023

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Il Garante privacy ha comminato una sanzione di 20mila euro a una società incaricata della lettura dei contatori di gas, luce e acqua, per non aver dato idoneo riscontro alle istanze di accesso ai dati di tre dipendenti. I tre lavoratori, per verificare la correttezza della propria busta paga, avevano chiesto alla ditta di conoscere le informazioni utilizzate per elaborare i rimborsi chilometrici e la retribuzione mensile oraria, nonché la procedura per stabilire il compenso dovuto.

In particolare avevano chiesto di poter conoscere i dati raccolti attraverso lo smartphone fornito dalla società sul quale era stato istallato un sistema di geolocalizzazione che permetteva agli operatori di individuare il tragitto da effettuare per raggiungere i contatori. Non avendo ricevuto dall’allora datore di lavoro una risposta soddisfacente si erano rivolti al Garante privacy con un reclamo.

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