
È stato presentato oggi, presso la sede dell’Aran, il nuovo Rapporto di monitoraggio della contrattazione integrativa nel lavoro pubblico relativo all’anno 2025, redatto da ARAN ai sensi dell’art. 46, comma 4, del D.lgs. n. 165/2001. Il documento illustra le risultanze di sintesi dell’attività di rilevazione condotta sull’insieme dei contratti integrativi trasmessi dalle amministrazioni pubbliche attraverso la Procedura unificata di trasmissione dei contratti integrativi Aran-Cnel. Un secondo Rapporto, più analitico, approfondirà nei prossimi mesi l’esame puntuale delle materie trattate nei contratti integrativi.
Nel corso del 2025 le pubbliche amministrazioni hanno complessivamente trasmesso 18.197 contratti integrativi, il valore più elevato mai registrato dall’avvio del monitoraggio, con un incremento del 37,4% rispetto al 2016. La distribuzione per comparto conferma la prevalenza di Istruzione e Ricerca (46,8%) e Funzioni Locali (43,1%), seguiti da Funzioni Centrali (5,9%) e Sanità (4,2%).
Il 72% delle sedi di contrattazione ha trasmesso almeno un atto negoziale, dato che rappresenta il massimo storico, con punte dell’89% nella Scuola e dell’87% nell’Università. I contratti acquisiti coprono complessivamente il 79% del personale non dirigente. Sul piano geografico, Veneto e Lombardia si confermano le regioni con la maggiore incidenza di sedi attive.
Circa un terzo dei contratti trasmessi si riferisce ad annualità precedenti, fenomeno più accentuato nelle Funzioni Centrali e in Istruzione e Ricerca. Quanto alla tipologia, il 56% degli accordi ha natura solo economica, il 38% è di tipo normativo ed economico e il restante 6% riguarda specifiche materie, con marcate differenze tra comparti.
Il Rapporto evidenzia inoltre un quadro positivo sotto il profilo delle relazioni sindacali: oltre il 93% dei contratti destinati al personale dei comparti risulta sottoscritto anche dalle RSU, mentre il ricorso agli atti unilaterali resta residuale (0,8% del totale) e in costante diminuzione nel lungo periodo.
Nel complesso, i dati confermano il consolidamento e la crescente stabilità della contrattazione integrativa quale strumento centrale nella gestione del capitale umano delle pubbliche amministrazioni.
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