Approvata direttiva Ue anticorruzione. Busia: colmare vuoti aperti con abrogazione abuso d’ufficio – ANAC 26.03.2026

Approvata direttiva Ue anticorruzione. Busia: colmare vuoti aperti con abrogazione abuso d’ufficio - ANAC 26.03.2026

“Il via libera a stragrande maggioranza del Parlamento europeo della direttiva Ue anticorruzione costituisce un passaggio fondamentale per l’Europa intera e i Paesi membri. In una materia tanto essenziale per la tutela dello stato di diritto e per lo sviluppo economico, fissa finalmente standard comuni e soprattutto scongiura il rischio, tutt’altro che teorico, di passi indietro da parte di singoli paesi membri.” 
Così il Presidente di Anac, l’Autorità Anticorruzione Italiana, plaude al voto di stamane sulla direttiva che stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue.

“Si tratta di un testo meno ambizioso rispetto alla proposta iniziale della Commissione – riconosce Busìa – ma rappresenta un caposaldo di ciò che l’Europa vuole essere e di come si vuole presentare di fronte al mondo, divenendo anche uno strumento per attrarre investimenti internazionali da parte dei grandi gruppi che giustamente richiedono di muoversi in ambienti economici trasparenti e liberi da condizionamenti impropri”.
“Sappiamo che, purtroppo, negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo – auspica Busìa – che il recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare almeno alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e quindi di migliorare la qualità della nostra democrazia”.

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Relazione al Parlamento sull’attività Anac svolta nel 2025 – ANAC 21 aprile 2026

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Tra i temi affrontati l’esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture (fra cui le consulenze), arrivando al 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (si passa dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025); la disparità di genere negli appalti Pnrr (meno dell’8% delle procedure Pnrr hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di giovani, 7.000 procedure su 96.000); la distrazione dei fondi dell’Unione europea (in crescita del 35% lo scorso anno); l’assenza di obbligo di dichiarazione del titolare effettivo, per le imprese che partecipano agli appalti.

Link: https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac

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