Parere anticorruzione del 15 aprile 2026 – fasc.1607.2026 Impiego Pubblico – Sanità – Incompatibilità e conflitto di interesse dei medici titolari di incarichi libero professionali di natura continuativa – ANAC

Parere anticorruzione del 15 aprile 2026 – fasc.1607.2026 Impiego Pubblico – Sanità – Incompatibilità e conflitto di interesse dei medici titolari di incarichi libero professionali di natura continuativa - ANAC

Per Anac vi è conflitto d’interesse quando il medico di un’Azienda sanitaria sia titolare di un interesse privato che possa influenzare lo svolgimento delle prestazioni in favore dell’ASL, a tutela della salute e della corretta gestione delle risorse pubbliche. La richiesta di parere è giunta da parte di un’Azienda sanitaria in merito alla gestione delle situazioni di incompatibilità e conflitto di interesse dei medici titolari di incarichi libero professionali di natura continuativa. “Il conflitto d’interesse costituisce un rischio specifico che l’ente è tenuto a considerare nell’ambito della mappatura dei processi e della programmazione delle misure previste nel Piano Anticorruzione”, scrive Anac. “È opportuno, quindi, che ciascuna azienda sanitaria preveda nel proprio Piano apposite misure di prevenzione dei conflitti di interessi con riferimento ai processi in cui siano coinvolti medici professionisti legati da rapporto di collaborazione con il servizio sanitario. La principale misura è rappresentata dall’obbligo di segnalazione da parte dell’interessato e dalla successiva astensione dalla partecipazione alla decisione o all’atto endoprocedimentale che potrebbe porsi in contrasto con il concorrente interesse privato”. Tuttavia, a fronte di un “conflitto ripetuto e diffuso” il rimedio dell’astensione potrebbe rivelarsi non idoneo a garantire lo svolgimento di un incarico nel rispetto del principio di imparzialità, poiché per risolvere la situazione di conflitto di interessi cosiddetto strutturale sarebbe, di fatto, necessaria una ripetuta astensione con conseguente pregiudizio del funzionamento, del buon andamento e della continuità dell’azione amministrativa. In tal caso, l’unica misura idonea ad arginare il rischio è costituita dalla rinuncia ad uno dei due incarichi. Non sembra, infatti, sufficiente il ricorso all’astensione, posto che il medico dovrebbe optare per un’astensione ripetuta e continuativa con l’effetto di paralizzare il servizio pubblico ed arrecare un danno all’interesse collettivo di tutela della salute. Spetta, in ogni caso, all’amministrazione valutare caso per caso la portata del conflitto e la sua potenziale pregiudizialità rispetto all’imparzialità delle funzioni di cura dell’interesse pubblico affidate al professionista sanitario. In particolare, Anac invita a riservare particolare attenzione al caso in cui le attività svolte all’esterno coincidano per tipologia e ambito di specializzazione con quelle esercitate in favore del Servizio sanitario, onde evitare che il medico possa influenzare il paziente nella scelta di sottoporsi alle cure presso enti privati, esclusivamente allo scopo di conseguire un ritorno economico ovvero altro vantaggio personale.

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Pantouflage, divieto di assunzione del direttore lavori comunale presso ditta vincitrice l’appalto – ANAC Parere 1267 del 1 aprile 2026

Pantouflage, divieto di assunzione del direttore lavori comunale presso ditta vincitrice l’appalto - ANAC Parere 1267 del 1 aprile 2026

Per il Consiglio dell’Anacsussiste la violazione del divieto di pantouflage (art. 53, comma 16-ter, d.lgs. 165/2001) nel caso di assunzione da parte di un’impresa stradale dell’ingegnere assistente tecnico presso l’ufficio lavori pubblici di un comune, che ha svolto l’incarico di direttore dei lavori di cui è risultata aggiudicataria la stessa ditta. Quanto alle funzioni del direttore lavori e della loro rilevanza nell’ambito dei procedimenti di adozione di atti negoziali ai fini dell’applicazione del divieto di pantouflage, fermo restando quanto già chiarito in precedenti pronunce, l’Autorità ha effettuato un’analisi dettagliata delle attività svolte dall’interessato, dalla quale è emerso che l’ingegnere nell’ambito dell’appalto in esame ha redatto vari documenti, tra cui due perizie di variante che sono state poi approvate con delibere di giunta e determinazioni del Responsabile del servizio Lavori pubblici, cantiere e patrimonio.” Pur non avendo mai preso parte a sedute della giunta che riguardavano l’approvazione di atti nell’ambito dell’appalto e neppure avuto nessun ruolo negli impegni di spesa in quanto approvati dal Responsabile del servizio Lavori pubblici,  non vi è dubbio che, nell’ambito delle sue competenze, il direttore dei lavori abbia la possibilità di adottare atti e/o provvedimenti – o comunque partecipare alla formazione del loro contenuto – che incidono sulla sfera giuridica del contraente privato, modificandola anche unilateralmente.

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Approvata direttiva Ue anticorruzione. Busia: colmare vuoti aperti con abrogazione abuso d’ufficio – ANAC 26.03.2026

Approvata direttiva Ue anticorruzione. Busia: colmare vuoti aperti con abrogazione abuso d’ufficio - ANAC 26.03.2026

“Il via libera a stragrande maggioranza del Parlamento europeo della direttiva Ue anticorruzione costituisce un passaggio fondamentale per l’Europa intera e i Paesi membri. In una materia tanto essenziale per la tutela dello stato di diritto e per lo sviluppo economico, fissa finalmente standard comuni e soprattutto scongiura il rischio, tutt’altro che teorico, di passi indietro da parte di singoli paesi membri.” 
Così il Presidente di Anac, l’Autorità Anticorruzione Italiana, plaude al voto di stamane sulla direttiva che stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue.

“Si tratta di un testo meno ambizioso rispetto alla proposta iniziale della Commissione – riconosce Busìa – ma rappresenta un caposaldo di ciò che l’Europa vuole essere e di come si vuole presentare di fronte al mondo, divenendo anche uno strumento per attrarre investimenti internazionali da parte dei grandi gruppi che giustamente richiedono di muoversi in ambienti economici trasparenti e liberi da condizionamenti impropri”.
“Sappiamo che, purtroppo, negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo – auspica Busìa – che il recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare almeno alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e quindi di migliorare la qualità della nostra democrazia”.

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