Approvata direttiva Ue anticorruzione. Busia: colmare vuoti aperti con abrogazione abuso d’ufficio – ANAC 26.03.2026

Approvata direttiva Ue anticorruzione. Busia: colmare vuoti aperti con abrogazione abuso d’ufficio - ANAC 26.03.2026

“Il via libera a stragrande maggioranza del Parlamento europeo della direttiva Ue anticorruzione costituisce un passaggio fondamentale per l’Europa intera e i Paesi membri. In una materia tanto essenziale per la tutela dello stato di diritto e per lo sviluppo economico, fissa finalmente standard comuni e soprattutto scongiura il rischio, tutt’altro che teorico, di passi indietro da parte di singoli paesi membri.” 
Così il Presidente di Anac, l’Autorità Anticorruzione Italiana, plaude al voto di stamane sulla direttiva che stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue.

“Si tratta di un testo meno ambizioso rispetto alla proposta iniziale della Commissione – riconosce Busìa – ma rappresenta un caposaldo di ciò che l’Europa vuole essere e di come si vuole presentare di fronte al mondo, divenendo anche uno strumento per attrarre investimenti internazionali da parte dei grandi gruppi che giustamente richiedono di muoversi in ambienti economici trasparenti e liberi da condizionamenti impropri”.
“Sappiamo che, purtroppo, negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo – auspica Busìa – che il recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare almeno alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e quindi di migliorare la qualità della nostra democrazia”.

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Percezione della corruzione, l’Italia arretra ancora. Busìa: troppi passi indietro nel nostro Paese – ANAC 10 febbraio 2026

Percezione della corruzione, l’Italia arretra ancora. Busìa: troppi passi indietro nel nostro Paese - ANAC 10 febbraio 2026

Presentato a Roma l’indice della percezione della corruzione nel mondo, elaborato da Transparency International


“Dopo il crollo di dieci posizioni dell’Italia nell’indice di percezione della corruzione registrato nel 2024, ora constatiamo un altro passo indietro. È un lento veloce declino: la situazione nel nostro Paese non è felice”. 
Così il presidente dell’Autorità nazionale AnticorruzioneGiuseppe Busia, è intervenuto a Roma alla presentazione dell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International che vede l’Italia passare da 54 punti a 53 (più alto è il punteggio, minore è la percezione della corruzione), e attestarsi alla 52ª posizione (quando nel 2022 era 41ª, con un netto peggioramento).

Il Rapporto Transparency International sulla corruzione nel mondo viene pubblicato ogni inizio d’anno, e riguarda la percezione della corruzione registrata nell’anno precedente.

Nel 2014 l’Italia era in posizione 69ª nella graduatoria dei Paesi secondo il livello di corruzione percepita. Tra i Paesi meno corrotti, alle prime posizioni figurano Danimarca, Finlandia, Singapore. Il Rapporto Transparency fa riferimento a 182 Paesi monitorati. Il punteggio si calcola su un valore di 100 (l’Italia ha raggiunto 53/100), la posizione si calcola rispetto ai 182 Paesi monitorati (l’Italia ha la posizione 52/182).

Link: https://www.anticorruzione.it/-/news.10.02.2025.transparency

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Gli affidamenti diretti premiano i più vicini, non i più bravi. Serve più trasparenza – ANAC 11 marzo 2026

Gli affidamenti diretti premiano i più vicini, non i più bravi. Serve più trasparenza - ANAC 11 marzo 2026

“Le sinergie tra pubblica amministrazione e professionisti funzionano solo se sono basate sull’equilibrio e sulla trasparenza. Gli affidamenti diretti di dimensioni ridotte premiano troppo spesso non chi investe nella qualità e nella propria professionalità, ma semplicemente i più vicini. Dobbiamo garantire che la trasparenza sia reale e che ci sia un incentivo concreto a investire nel merito”.
Così il Presidente di Anac Busìa è intervenuto a Roma martedì 10 marzo 2026 al convegno dedicato alla Giornata della Libera Professione, promosso da Inarcassa e Fondazione Inarcassa insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri e al Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
“Accordo Quadro e Appalto Integrato – ha continuato il Presidente di Anac Busìa – sono due istituti del Codice dei contratti che vanno governati con maggiore attenzione. L’Accordo Quadro non è nato per la progettazione, perché ogni progetto ha la sua identità. È stato uno strumento emergenziale e dobbiamo evitare che l’emergenza diventi regola – un vizio nel quale questo Paese ricade troppo spesso-. Capita spesso infatti che vengano affidati contratti quadro a operatori di grandi dimensioni che poi non hanno la capacità di svolgere tutti i servizi per cui si sono impegnati, ricorrendo a subappalti poco trasparenti e penalizzanti per i professionisti. Quanto all’Appalto Integrato, i dati sono chiari: non si risparmiano né tempi né costi. E quando progettazione e realizzazione coincidono nello stesso soggetto, il rischio è che il progetto finisca per servire più gli interessi di chi costruisce che quelli dell’amministrazione. In alcuni casi l’appalto integrato può giustificarsi, ma la normalità deve essere un’altra: prima un progetto completo in tutti i suoi elementi, poi si affida la realizzazione a un soggetto diverso. Sul fronte europeo, la partita delle nuove direttive sui contratti pubblici è già aperta e tutti gli attori devono parteciparvi: si deciderà non solo come semplificare le procedure, ma anche quale sarà il modello europeo nei rapporti commerciali con il resto del mondo. Dobbiamo puntare ad una semplificazione che non elimini la trasparenza, ma la rafforzi attraverso il digitale: è questo l’obiettivo con cui stiamo contribuendo, insieme alla rete delle autorità europee, lavorando fra l’altro alla creazione della banca dati europea dei contratti pubblici”.

Link: https://www.anticorruzione.it/-/news.03.11.2026.inarcassa