Gli affidamenti diretti premiano i più vicini, non i più bravi. Serve più trasparenza – ANAC 11 marzo 2026

Gli affidamenti diretti premiano i più vicini, non i più bravi. Serve più trasparenza - ANAC 11 marzo 2026

“Le sinergie tra pubblica amministrazione e professionisti funzionano solo se sono basate sull’equilibrio e sulla trasparenza. Gli affidamenti diretti di dimensioni ridotte premiano troppo spesso non chi investe nella qualità e nella propria professionalità, ma semplicemente i più vicini. Dobbiamo garantire che la trasparenza sia reale e che ci sia un incentivo concreto a investire nel merito”.
Così il Presidente di Anac Busìa è intervenuto a Roma martedì 10 marzo 2026 al convegno dedicato alla Giornata della Libera Professione, promosso da Inarcassa e Fondazione Inarcassa insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri e al Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
“Accordo Quadro e Appalto Integrato – ha continuato il Presidente di Anac Busìa – sono due istituti del Codice dei contratti che vanno governati con maggiore attenzione. L’Accordo Quadro non è nato per la progettazione, perché ogni progetto ha la sua identità. È stato uno strumento emergenziale e dobbiamo evitare che l’emergenza diventi regola – un vizio nel quale questo Paese ricade troppo spesso-. Capita spesso infatti che vengano affidati contratti quadro a operatori di grandi dimensioni che poi non hanno la capacità di svolgere tutti i servizi per cui si sono impegnati, ricorrendo a subappalti poco trasparenti e penalizzanti per i professionisti. Quanto all’Appalto Integrato, i dati sono chiari: non si risparmiano né tempi né costi. E quando progettazione e realizzazione coincidono nello stesso soggetto, il rischio è che il progetto finisca per servire più gli interessi di chi costruisce che quelli dell’amministrazione. In alcuni casi l’appalto integrato può giustificarsi, ma la normalità deve essere un’altra: prima un progetto completo in tutti i suoi elementi, poi si affida la realizzazione a un soggetto diverso. Sul fronte europeo, la partita delle nuove direttive sui contratti pubblici è già aperta e tutti gli attori devono parteciparvi: si deciderà non solo come semplificare le procedure, ma anche quale sarà il modello europeo nei rapporti commerciali con il resto del mondo. Dobbiamo puntare ad una semplificazione che non elimini la trasparenza, ma la rafforzi attraverso il digitale: è questo l’obiettivo con cui stiamo contribuendo, insieme alla rete delle autorità europee, lavorando fra l’altro alla creazione della banca dati europea dei contratti pubblici”.

Link: https://www.anticorruzione.it/-/news.03.11.2026.inarcassa

Percezione della corruzione, l’Italia arretra ancora. Busìa: troppi passi indietro nel nostro Paese – ANAC 10 febbraio 2026

Presentato a Roma l’indice della percezione della corruzione nel mondo, elaborato da Transparency International


“Dopo il crollo di dieci posizioni dell’Italia nell’indice di percezione della corruzione registrato nel 2024, ora constatiamo un altro passo indietro. È un lento veloce declino: la situazione nel nostro Paese non è felice”. 
Così il presidente dell’Autorità nazionale AnticorruzioneGiuseppe Busia, è intervenuto a Roma alla presentazione dell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International che vede l’Italia passare da 54 punti a 53 (più alto è il punteggio, minore è la percezione della corruzione), e attestarsi alla 52ª posizione (quando nel 2022 era 41ª, con un netto peggioramento).

Il Rapporto Transparency International sulla corruzione nel mondo viene pubblicato ogni inizio d’anno, e riguarda la percezione della corruzione registrata nell’anno precedente.

Nel 2014 l’Italia era in posizione 69ª nella graduatoria dei Paesi secondo il livello di corruzione percepita. Tra i Paesi meno corrotti, alle prime posizioni figurano Danimarca, Finlandia, Singapore. Il Rapporto Transparency fa riferimento a 182 Paesi monitorati. Il punteggio si calcola su un valore di 100 (l’Italia ha raggiunto 53/100), la posizione si calcola rispetto ai 182 Paesi monitorati (l’Italia ha la posizione 52/182).

“Una tendenza che c’è – ha spiegato il Presidente Busìa – è quella di prendersela col termometro. Ma questo è un indice che unisce tutto il mondo, che consente di misurare a livello globale, è un termometro che va preso molto sul serio e mai sottovalutato. Il fatto che si vada male, e che anche in Europa si siano fatti purtroppo passo indietro, non deve essere un elemento che non fa guardare con preoccupazione i passi indietro che ci sono stati”. 
“Cosa si deve fare, allora?”, si è chiesto il Presidente Busìa (vedi intervento integrale allegato).

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C’è ancora da attendere per il “nuovo” PNA (2025): A breve l’adozione del Piano Nazionale Anticorruzione 2025-2027. Sarà dato avviso in Gazzetta Ufficiale – ANAC 14.01.2026

C'è ancora da attendere per il "nuovo" PNA (2025): A breve l’adozione del Piano Nazionale Anticorruzione 2025-2027. Sarà dato avviso in Gazzetta Ufficiale - ANAC

Il Piano Nazionale Anticorruzione, approvato dal Consiglio di Anac dell’11 novembre 2025, sarà adottato a breve, non appena giungeranno all’Autoritá i pareri formali dei soggetti istituzionali preposti dalla legge al riguardo. Si tratta del parere della Conferenza Unificata Stato Regioni e Autonomie locali, previsto in arrivo a breve, e il parere del Comitato interministeriale. Una volta ricevuti i pareri formali di tali istituzioni, seguirà l’approvazione consiliare definitiva. Successivamente il Piano Anticorruzione sarà pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità e di tale pubblicazione sarà dato avviso in Gazzetta Ufficiale.

L’approvazione in via preliminare dello schema del Piano (PNA), è stata fatta dal Consiglio di Anac lo scorso 30 luglio 2025. Successivamente il Piano é stato posto in consultazione pubblica dal 7 agosto al 30 settembre 2025 per l’acquisizione di contributi e osservazioni da parte della società civile e degli stakeholder. Dopo aver valutato gli esiti di tale consultazione, il testo del PNA è stato approvato nuovamente dal Consiglio, per l’appunto, l’11 novembre 2025. A breve si arriverà all’adozione finale.

“Le buone pratiche di prevenzione della corruzione non sono un onere che appesantisce l’attività amministrativa e nemmeno un ostacolo al perseguimento degli obiettivi istituzionali di un’amministrazione. Al contrario, costituiscono un importante alleato degli enti pubblici, non solo per garantire il rispetto della legalità ed il buon uso del denaro pubblico, ma anche per amministrare meglio, più celermente ed efficacemente”, spiega il Presidente di Anac Giuseppe Busía.

“Attraverso lo strumento del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) si promuove legalità e trasparenza indicando alle amministrazioni comunali concreti suggerimenti operativi e buone prassi da seguire, con la finalità ultima di accrescere la credibilità della pubblica amministrazione e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

“Prevenire la corruzione coincide con l’obiettivo di garantire buona amministrazione, usare bene le risorse pubbliche e offrire migliori servizi ai cittadini– sottolinea il Presidente Busìa – tutto questo non può essere lasciato all’improvvisazione. Richiede una pianificazione rigorosa che coinvolga non solo Anac come Autorità competente, ma tutti i comuni e le amministrazioni interessate, con una prospettiva di medio termine e impegni concreti e verificabili. Questo è esattamente ciò che vogliamo fare attraverso il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA 2025-2027), sulla base del quale ogni comune e pubblica amministrazione dovrà definire la propria programmazione (Piano triennale per la Prevenzione della Corruzione e la Trasparenza)”. 

“È fondamentale – ha sottolineato il Presidente di Anac – che tutto questo non sia vissuto come un adempimento burocratico, ma sia messo al servizio della migliore efficienza e capacità amministrativa”.