
Tra i temi affrontati l’esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture (fra cui le consulenze), arrivando al 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (si passa dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025); la disparità di genere negli appalti Pnrr (meno dell’8% delle procedure Pnrr hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di giovani, 7.000 procedure su 96.000); la distrazione dei fondi dell’Unione europea (in crescita del 35% lo scorso anno); l’assenza di obbligo di dichiarazione del titolare effettivo, per le imprese che partecipano agli appalti.
Link: https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac
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