
Presentato a Roma l’indice della percezione della corruzione nel mondo, elaborato da Transparency International
“Dopo il crollo di dieci posizioni dell’Italia nell’indice di percezione della corruzione registrato nel 2024, ora constatiamo un altro passo indietro. È un lento veloce declino: la situazione nel nostro Paese non è felice”.
Così il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, è intervenuto a Roma alla presentazione dell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International che vede l’Italia passare da 54 punti a 53 (più alto è il punteggio, minore è la percezione della corruzione), e attestarsi alla 52ª posizione (quando nel 2022 era 41ª, con un netto peggioramento).
Il Rapporto Transparency International sulla corruzione nel mondo viene pubblicato ogni inizio d’anno, e riguarda la percezione della corruzione registrata nell’anno precedente.
Nel 2014 l’Italia era in posizione 69ª nella graduatoria dei Paesi secondo il livello di corruzione percepita. Tra i Paesi meno corrotti, alle prime posizioni figurano Danimarca, Finlandia, Singapore. Il Rapporto Transparency fa riferimento a 182 Paesi monitorati. Il punteggio si calcola su un valore di 100 (l’Italia ha raggiunto 53/100), la posizione si calcola rispetto ai 182 Paesi monitorati (l’Italia ha la posizione 52/182).
“Una tendenza che c’è – ha spiegato il Presidente Busìa – è quella di prendersela col termometro. Ma questo è un indice che unisce tutto il mondo, che consente di misurare a livello globale, è un termometro che va preso molto sul serio e mai sottovalutato. Il fatto che si vada male, e che anche in Europa si siano fatti purtroppo passo indietro, non deve essere un elemento che non fa guardare con preoccupazione i passi indietro che ci sono stati”.
“Cosa si deve fare, allora?”, si è chiesto il Presidente Busìa (vedi intervento integrale allegato).
