SE IL CANDIDATO DEL CONCORSO NON E’ IDONEO NON E’ INDISPENSABILE ESPRIMERE IL PUNTEGGIO – TAR LOMBARDIA SENTENZA N. 464/2021

SE IL CANDIDATO DEL CONCORSO NON E' IDONEO NON E' INDISPENSABILE ESPRIMERE IL PUNTEGGIO - TAR LOMBARDIA SENTENZA N. 464/2021

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NO ALL’INCARICO ALL’AVVOCATO DIPENDENTE DELL’ENTE IN PENSIONE – CORTE DEI CONTI CAMPANIA DELIBERA N. 131/2021

NO ALL'INCARICO ALL'AVVOCATO DIPENDENTE DELL'ENTE IN PENSIONE - CORTE DEI CONTI CAMPANIA DELIBERA N. 131/2021

131/2021/PAR: Comune di Torre del Greco (NA): il Sindaco del Comune di Torre del Greco formulava richiesta di parere in tema di pensione del dipendente avvocato dell’ente, con particolare riferimento al raggiungimento della pensione e cessazione del potere rappresentativo del legale dipendente dell’ente. senza che quest’ultimo possa confermare l’incarico. Al fine di inquadrare la questione occorre prendere le mosse dall’art. 85 del codice di procedura civile, il quale il conferimento della procura, e ne prevede la revocabilità da quando è stato nominato il nuovo difensore. anche se revocata continua a tenerefermi gli effetti rappresentativi fino a nuovo avvocato. Fa eccezione a questo principio l’ipotesi di avvocato pubblico dipendente che patrocini l’ente per cui lavora.Secondo la Corte di Cassazione, infatti, il raggiungimento della pensione fa meno venire sia il rapporto di servizio, che quello di rappresentanza (Cass. civ. Sez. I, Ord., (ud. 11/07/2018) 26-10-2018, n. 27308).Quanto al compenso, il principio in tema di compenso professionale è che esso è unico, indipendentemente dal numero dei professionisti incaricati, e che esso matura con il compimento delle attività previste.Pertanto, costui avrà diritto alla parte di compenso maturata per l’attività svolta fino a quella data, come specificato dall’art. 7 del dm nr. 55 del 2014; inoltre, per l’attività prestata dall’avvocato nei giudizi iniziati ma non compiuti, si liquidano i compensi maturati 

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SI’ ALL’UTILIZZO DELLE CAPACITA’ ASSUNZIONALI PER FINANZIARE I MAGGIORI COSTI DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE MA SOLO PER GLI ENTI SENZA DIRIGENZA – CORTE DEI CONTI LOMBARDIA DELIBERA N. 83/2021

SI' ALL'UTILIZZO DELLE CAPACITA' ASSUNZIONALI PER FINANZIARE I MAGGIORI COSTI DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE MA SOLO PER GLI ENTI SENZA DIRIGENZA - CORTE DEI CONTI LOMBARDIA DELIBERA N. 83/2021

Deve escludersi che l’art. 11 bis comma 2 del dl 135/2018 abbia introdotto, in via generale, la possibilità di utilizzare risorse connesso ad eventuali capacità assunzionali per il trattamento del trattamento accessorio delle posizioni organizzative di cui al nuovo CCNL funzioni locali. La norma, infatti, come già evidenziato da questa Sezione, ha carattere derogatorio rispetto al limite previsto dall’art. 23, comma 2, del d.lgs. nf. 75 del 2017. In tal senso “l’art 11 bis, comma 2, del dln 135/2018 consente una deroga alla disposizione appena ricordata, per i comuni privi di dirigenza, disponendo che l’invarianza della spesa non si applica alle indennità dei titolari di posizioni organizzative, di cui agli artt. 13 ess. del CCNL relativo al comparto funzioni locali, limitatamente alla differenza tra gli importi già attribuiti alla data di entrata in vigore del contratto (21 maggio 2018) e l’eventuale maggior valore attribuito successivamente alle posizioni già esistenti, ai sensi dell’art. 15 del CCNL in parola. Il differenziale da escludere dal computo di cui all’art. 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75/2017 è soltanto la maggiorazione delle indennità attribuite alle posizioni organizzative già in servizio al momento dell’entrata in vigore del contratto collettivo nazionale. Tale maggiorazione deve, in ogni caso, essere contenuta nei limiti di spesa per il personale, prevista dai commi 557 quater e 562 dell’art. 1 della legge n. 296/2006” (Corte dei conti, sez. reg. controllo Lombardia n. 210/2019/PAR).

Link al documento: https://banchedati.corteconti.it/documentDetail/SRCLOM/83/2021/PAR