Assunzioni dirigenti


Per la Corte dei conti del Lazio sono fuori dalle limitazioni dell’articolo 19, comma 6, le

assunzioni di dirigenti a contratto effettuate “a monte” con procedure selettive. La

delibera 47/2011 giunge pochi giorni prima dell’adozione definitiva del Dlgs 141/2011,



ovvero il correttivo alla riforma Brunetta, e rischia di creare non poca confusione. La

questione degli incarichi dirigenziali riguarda l’applicabilità del contingente dell’8%

previsto dall’articolo 19 del Dlgs 165/2001 anche agli incarichi a contratto di cui

all’articolo 110 del Testo unico degli enti locali (Tuel). Le sezioni riunite hanno creato

un netto spartiacque: gli incarichi dirigenziali in dotazione organica, disciplinati dal

comma 1, sono di fatto limitati all’8%, mentre rimane in vita la possibilità, prevista al

comma 2, di affidare incarichi extra-dotazione organica, ma nel limite del 5% della

stessa. Per la Corte dei conti del Lazio le cose stanno un po’ diversamente. I

magistrati affermano che l’orientamento delle sezioni riunite è riferibile solo agli

incarichi conferibili ex articolo 110, comma 1, in via residuale mediante «contratti di

diritto privato». Quindi, per il conferimento di incarichi «con provvedimento

fiduciario» oppure «intuitu personae», indipendentemente dai soggetti che ne sono

destinatari, vanno rispettati i rigorosi limiti di cui all’articolo 19, comma 6; qualora

invece vi sia una selezione “a monte”, tali limiti scompaiono in virtù dell’autonomia

dell’ente locale. L’amministrazione potrebbe quindi disciplinare la necessità di una

selezione/concorso per l’accesso all’incarico dirigenziale ex articolo 110, comma 1, e in

questo caso superare ogni contingente di legge. La tesi lascia certamente qualche

dubbio. Non va infatti dimenticato che tutte le ultime disposizioni normative puntano

a una riduzione della dirigenza a contratto, e certamente non a un suo ampliamento,

come potrebbe accadere con disposizioni regolamentari appropriate.

A chiudere la vicenda ha comunque pensato il Dlgs 141/2011. Il decreto correttivo

permette agli enti locali virtuosi nel rispetto del patto di stabilità di innalzare la

percentuale per cui possono avvalersi di dirigenti a tempo determinato fino al 18%,

precisando espressamente «ai sensi dell’articolo 110, comma 1» del Tuel. Un secondo

intervento fa invece salvi i contratti dirigenziali a termine stipulati prima del 9 marzo

2011 anche oltre la limitazione vigente, purché realizzati nel rispetto delle norme sulle

spese di personale e delle assunzioni a tempo determinato. Vi sono quindi scaglioni

temporali ben chiari che si possono così riassumere: – gli incarichi affidati entro il 9

marzo, anche se superiori all’8%, sono validi fino a scadenza; – gli incarichi affidati

dopo il 9 marzo superiori all’8% non rispettano le norme vigenti (potrebbero rientrare

nella casistica gli incarichi affidati dalle amministrazioni che sono andate al voto

quest’anno); – solamente quando usciranno i decreti per stabilire gli enti virtuosi, si

potrà passare dall’8% al 18 per cento. Vi è poi un altro punto critico. Possono infatti

beneficiare del 18% esclusivamente gli enti collocati nelle fasce di virtuosità,

previste, però, solo per gli enti soggetti a patto di stabilità. Ma cosa accade agli

incarichi dirigenziali a termine nelle amministrazioni non soggette a patto?

Gianluca Bretagna – Il Sole 24Ore

Manovra finanziaria e festività


Ecco il testo del comma 24 dell’articolo 1 del decreto-legge della manovra, come
entrerà in vigore se non interverranno altrimenti senato e camera: «A decorrere
dall’anno 2012 con decreto del presidente del consiglio dei ministri, previa
deliberazione del consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno
precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte
con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa sede, nonché le
celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni, ad esclusione del 25 aprile,
festa della liberazione, del 1º maggio, festa del lavoro, e del 2 giugno, festa nazionale
della Repubblica, in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le
stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica
immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica». Lasciando stare il
caso delle feste patronali, per la complessità che esse presentano a causa
dell’elevatissimo numero (una per comune), restano in mano al governo, attraverso un
dpcm, due sole giornate sulle quali agire per diminuire i ponti: Pasquetta e Santo
Stefano, vale a dire feste né religiose né civili, ma semplicemente gastronomiche, se
così vogliamo definirle, per consentire di smaltire pasti e libagioni delle altre feste cui
tali giornate fanno seguito. Restiamo puramente sulla carta, per vedere che cosa
potrebbe succedere nel 2012. Pasquetta cadrà il 9 aprile. Potrebbe essere anticipata
a venerdì 6, senza alcun effetto di diminuzione di ponti (salvo che per vacanze
scolastiche). Potrebbe andare a finire lunedì 16, e sarebbe un paradosso. Potrebbe
finire con il coincidere con domenica 15, e dunque essere di fatto soppressa. Solo in
tal caso produrrebbe effetti: con quale soddisfazione da parte della gente, ciascuno
può immaginare. Ci sarebbe, poi, il 26 dicembre. Il periodo di feste fra Natale 2012 e
Capodanno 2013 si presenterà molto adatto ai ponti, anche a causa di giornate che non
sono di per sé festive, ma che di solito concedono abbreviamenti delle ore lavorative,
quali la vigilia di Natale e l’ultimo giorno dell’anno. Ebbene, se in luogo di mercoledì 26
il giorno di Santo Stefano fosse spostato a lunedì 31, renderebbe a ogni effetto
festiva questa giornata che sarebbe altrimenti inserita tra l’accoppiata sabato 29-
domenica 30 e il martedì di Capodanno. Vuoi vedere che nel 2012 festeggeremo santo
Stefano nel giorno di san Silvestro?

Cesare Maffi – Italia Oggi

Sezioni riunite e turn-over 20%

Le Sezioni riunite si sono espresse sulla questione del turn-over del 20% per gli enti soggetti a patto e l’inclusione o meno nella percentuale delle forme di lavoro flessibile.
Queste le conclusioni.
“Relativamente agli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno, l’art. 14, comma 9, seconda parte, del DL 31 maggio 2010 n. 78, convertito nella legge 30 luglio 2010 n. 122, nella parte in cui stabilisce il vincolo di spesa alle assunzioni di personale, deve essere riferito alle assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. Ciò ferme restando le eccezioni espressamente stabilite per legge, gli interventi caratterizzati da ipotesi di somma urgenza e lo svolgimento di servizi infungibili ed essenziali“.
Io sono rimasto senza parole. Sull’argomento avevo già avuto modo di scrivere e non cambio opinione (http://www.gianlucabertagna.it/2011/04/10/corte-lombardia-turn-over-e-tempo-determinato/).
Aggiungo solo due o tre considerazioni:
1. vorrei sapere come faranno ora gli enti che hanno servizi per l’infanzia o scuole materne a gestione diretta per le quali spesso vi sono assunzioni giustamente a tempo determinato. Il 20% di quelle precedenti… praticamente è niente. Ah, giusto… a volte mi scordo: ci vogliono proprio far chiudere tutto e esternalizzare.
2. La Corte crea delle eccezioni:
– casi previsti da legge (e siamo tutti d’accordo, ad esempio quota obbligatoria per i soggetti disabili)
– urgenza e servizi infungibili e essenziali.
Questi ultimi casi sono estremamente discrezionali. Della serie: con un po’ di immaginazione ogni amministrazione… Eh, ma io non ho immaginazione, quindi mi fermo.
3. Spese di personale. Nel 2011 già si abbassano per le assunzioni a tempo indeterminato (20% anno precedente), ora si abbassano anche per le assunzioni a tempo determinato (20% anno precedente), il fondo non può essere aumentato. Quindi, automaticamente le spese 2011 saranno più basse del 2010. E questo va bene, ma dove sta il problema? Poichè gli enti soggetti a patto devono ridurre rispetto all’anno precedente (Sezione Autonomie della Corte) nel 2012 non si potranno portare a termine nemmeno le assunzioni del 20% delle cessazioni 2011. Provare per credere. Amen.
Ok, non mi rimane che allegare la delibera.
ALLEGATO: CORTE DEI CONTI – SEZIONI RIUNITE – DELIBERA N. 46-2011

GIANLUCA BERTAGNA – WWW.GIANLUCABERTAGNA.IT