Manovra finanziaria e festività


Ecco il testo del comma 24 dell’articolo 1 del decreto-legge della manovra, come
entrerà in vigore se non interverranno altrimenti senato e camera: «A decorrere
dall’anno 2012 con decreto del presidente del consiglio dei ministri, previa
deliberazione del consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno
precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte
con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa sede, nonché le
celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni, ad esclusione del 25 aprile,
festa della liberazione, del 1º maggio, festa del lavoro, e del 2 giugno, festa nazionale
della Repubblica, in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le
stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica
immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica». Lasciando stare il
caso delle feste patronali, per la complessità che esse presentano a causa
dell’elevatissimo numero (una per comune), restano in mano al governo, attraverso un
dpcm, due sole giornate sulle quali agire per diminuire i ponti: Pasquetta e Santo
Stefano, vale a dire feste né religiose né civili, ma semplicemente gastronomiche, se
così vogliamo definirle, per consentire di smaltire pasti e libagioni delle altre feste cui
tali giornate fanno seguito. Restiamo puramente sulla carta, per vedere che cosa
potrebbe succedere nel 2012. Pasquetta cadrà il 9 aprile. Potrebbe essere anticipata
a venerdì 6, senza alcun effetto di diminuzione di ponti (salvo che per vacanze
scolastiche). Potrebbe andare a finire lunedì 16, e sarebbe un paradosso. Potrebbe
finire con il coincidere con domenica 15, e dunque essere di fatto soppressa. Solo in
tal caso produrrebbe effetti: con quale soddisfazione da parte della gente, ciascuno
può immaginare. Ci sarebbe, poi, il 26 dicembre. Il periodo di feste fra Natale 2012 e
Capodanno 2013 si presenterà molto adatto ai ponti, anche a causa di giornate che non
sono di per sé festive, ma che di solito concedono abbreviamenti delle ore lavorative,
quali la vigilia di Natale e l’ultimo giorno dell’anno. Ebbene, se in luogo di mercoledì 26
il giorno di Santo Stefano fosse spostato a lunedì 31, renderebbe a ogni effetto
festiva questa giornata che sarebbe altrimenti inserita tra l’accoppiata sabato 29-
domenica 30 e il martedì di Capodanno. Vuoi vedere che nel 2012 festeggeremo santo
Stefano nel giorno di san Silvestro?

Cesare Maffi – Italia Oggi

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