Rimborso spese legali – Corte di Cassazione sentenza 31609/2025

Rimborso spese legali - Corte di Cassazione sentenza 31609/2025

Secondo la Corte di Cassazione, in tema di spese di assistenza legale dei dipendenti degli enti locali per fatti commessi nell’espletamento del servizio, l’amministrazione pubblica non è tenuta al relativo rimborso ove il lavoratore abbia unilateralmente provveduto alla scelta dell’avvocato, anche se l’abbia comunicata all’ente (Cass. Sez. L, 09/06/2025, n. 15279). Nella specie è pacifico che l’interessato abbia omesso non solo di richiedere il gradimento dell’ente nella scelta del difensore ma financo di adempiere all’onere della previa comunicazione.

Link: https://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20251204/snciv@sL0@a2025@n31609@tO.clean.pdf&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

I criteri delle progressioni economiche orizzontali possono valorizzare anche soltanto l’esperienza interna all’Ente – Corte di Cassazione sentenza 10406/2025

I criteri delle progressioni economiche orizzontali possono valorizzare anche soltanto l'esperienza interna all'Ente - Corte di Cassazione sentenza 10406/2025

Link: chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20250421/snciv@sL0@a2025@n10406@tO.clean.pdf

Restituzione somme indebitamente versate – Corte di Cassazione Sentenza 21978/2025

Restituzione somme indebitamente versate - Corte di Cassazione Sentenza 21978/2025

La Corte applica i seguenti principi di diritto: “In tema di pubblico impiego contrattualizzato, qualora una P.A. attribuisca un determinato trattamento economico di derivazione contrattuale, l’atto deliberativo non è sufficiente a costituire una posizione giuridica soggettiva in capo al lavoratore medesimo, occorrendo anche la sua conformità alle previsioni della contrattazione collettiva, in assenza della quale tale atto risulta essere affetto da nullità, con la conseguenza che la stessa P.A., anche nel rispetto dei principi sanciti dall’ art. 97 Cost., è tenuta al ripristino della legalità violata, agendo per la restituzione delle somme indebitamente versate. Non è applicabile al rapporto di impiego alle dipendenze delle amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001 il principio in forza del quale la corresponsione di una retribuzione maggiore rispetto a quella dovuta in forza della contrattazione collettiva costituisce trattamento di miglior favore e può essere chiesta in restituzione solo previa dimostrazione di un errore riconoscibile e non imputabile al datore. Al contrario, il datore di lavoro pubblico è tenuto a ripetere le somme corrisposte sine titulo e la ripetibilità degli importi corrisposti in eccesso non può essere esclusa ex art. 2033 c.c. per la buona fede dell’accipiens, in quanto questa norma riguarda, sotto il profilo soggettivo, soltanto la restituzione dei frutti e degli interessi. In tema di pubblico impiego contrattualizzato, la progressione economica nell’ambito di un’area professionale omogenea non comporta l’esercizio di mansioni superiori e, pertanto, nelle ipotesi di illegittimità di detta progressione, non trova applicazione l’art. 2126 c.c. e la P.A. ha il dovere di ripetere le retribuzioni corrisposte in eccesso”.

Link: https://www.aranagenzia.it/download/sezione-lavoro-sentenza-21978-del-30-7-2025-impiego-pubblico-funzioni-centrali-restituzione-somme-indebitamente-versate/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni