RIPRISTINATE LE FACOLTA’ ASSUNZIONALI – NOTA DEL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

assunzioni e mobilità

Dai dati acquisiti sul Portale della mobilità, in relazione alla assenza o all’esiguo numero di personale in soprannumero degli enti di area vasta da ricollocare dopo le assegnazione della fase 1, ai sensi dell’art. 1, comma 234, della 208/2015, sono ripristinate le facoltà di assunzione e le procedure di mobilità delle Regioni Emilia Romagna, Lazio, Marche e Veneto  e degli enti locali che insistono sul loro territorio.

Per gli enti locali delle regioni Molise e Puglia sono ripristinate esclusivamente le facoltà di assunzione e le procedure di mobilità previste dalla normativa vigente per il personale della Polizia municipale. Restano fermi gli sblocchi di polizia municipale già adottati per le Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Piemonte e Veneto di cui allanota n. 10669 del 29 febbraio 2016.

Per gli enti e le aziende del Servizio sanitario nazionale di tutte le regioni rimangono fermi gli obblighi ad assumere con procedure di mobilità il personale della CRI di cui all’art. 6, comma 7, del D. Lgs. 178/2012.

Per tutte le informazioni si rinvia alla nota dell’Ufficio per l’organizzazione ed il lavoro pubblico n. 37870 in data 18/07/2016.

Link al documento: http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/19-07-2016/assunzioni-e-mobilita-delle-regioni-e-degli-enti-locali

SU COMANDO E DISTACCHI DECIDE IL GIUDICE ORDINARIO – TAR LECCE SENTENZA N. 622/2016

comando e distacchiLa ricorrente ha impugnato la deliberazione della giunta comunale del comune di Casarano, con la quale è stata assegnata una unità all’ufficio del Giudice di Pace di Casarano, e la determinazione con la quale è stata individuata la ricorrente quale dipendente da assegnare a tempo pieno all’ufficio del Giudice di Pace e la nota con la quale è stata notificata alla ricorrente la decorrenza dell’assegnazione.

Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione, come eccepito dalla difesa comunale.

Questa Sezione, con sentenza del 16 aprile 2015 n. 1253, in una fattispecie del tutto analoga a quella in esame, ha rilevato che “La giurisprudenza amministrativa, in particolare, ha osservato che: <<L’art. 63 del d.lgs. 165/2001 statuisce che tutte le controversie concernenti lo svolgimento del rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze della pubbliche amministrazioni sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario mentre restano assegnate in via residuale alla giurisdizione del giudice amministrativo le sole controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Rientra quindi nella giurisdizione del giudice ordinario, sia la controversia avente a oggetto il diritto alla stabilizzazione, che la controversia avente ad oggetto la mobilità esterna con trasferimento del dipendente pubblico tra enti del medesimo comparto o tra enti di comparti diversi. Quest’ultima, secondo l’insegnamento della Corte di Cassazione, Sezioni Unite (9 sett. 2010, n. 19251), si configura come cessione del contratto di lavoro, si verifica nel corso di un rapporto di lavoro già instaurato, non determina la costituzione di un nuovo rapporto di pubblico impiego o una nuova assunzione ma la sola modificazione soggettiva del rapporto di lavoro già in atto>> (Consiglio di Stato, III, 28 novembre 2014, n. 5903). E ancora: <<[…] le controversie in materia di mobilità volontaria sono soggette, ai sensi dell’art. 63 del D.lgs. n. 165/2001, alla cognizione del giudice ordinario (cfr. T.a.r. Reggio Calabria, 21 marzo 2014, n. 171; 11 ottobre 2013, n. 574; 5 agosto 2012, n. 522; 5 luglio 2010, n. 781), in quanto afferiscono alla fattispecie della cessione del contratto avente quale effetto principale una mera modificazione soggettiva della parte datrice di lavoro (che dunque esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo, che in materia di organizzazione del lavoro e reclutamento del personale alle dipendenze della P.A. resta circoscritta alle sole questioni inerenti le procedure di selezione concorsuale e gli atti di macro-organizzazione, ai sensi dell’art. 63 del D.lgs. n. 165/2001) >>; T.a.r. Calabria Reggio Calabria, I, 23 maggio 2014, n. 215; v. anche T.a.r. Campania Napoli, V, 3 febbraio 2014, n. 752, secondo cui la giurisdizione del giudice amministrativo dev’essere valutata con riferimento al cd. ‘petitum sostanziale’, sicché <<L’istituto della ‘mobilità esterna’ dei dipendenti pubblici contrattualizzati si configura come cessione del contratto di lavoro, dando luogo ad una sua modificazione soggettiva, e non è assimilabile alle procedure concorsuali. Pertanto le controversie in materia […] devono essere conosciute dal giudice ordinario poiché incidono su diritti soggettivi del lavoratore>>)

È poi da rilevare che “secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale la giurisdizione del giudice si determina sulla base della domanda e, ai fini del riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, rileva non già la prospettazione delle parti, quanto piuttosto il c.d. petitum sostanziale, il quale deve essere identificato non solo e non tanto in funzione della concreta statuizione che si chiede al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della c.d. causa petendi, cioè dell’intrinseca natura della posizione giuridica dedotta in giudizio ed individuata dal giudice sulla base dei fatti (e degli atti) posti a sostegno della pretesa giudiziale (Cass. SS.UU., 11 ottobre 2011, n. 20902: 16 novembre 2010, n. 23108; Cons. Stato sez. IV, 4 dicembre 013, n. 5766; sez. V, 24 giugno 2011, n. 3814)” (Cons. St., sez. V, 7 settembre 2015, n. 4138).

Nel caso di specie, benché con il ricorso introduttivo sia stato formalmente richiesto dalla ricorrente l’annullamento, tra gli altri, della deliberazione del Comune, con cui è stata decisa l’assegnazione di un’unità presso il Giudice di Pace, il petitum sostanziale concerne in realtà il diritto della ricorrente a non essere assegnata presso gli uffici del Giudice di Penale e, quindi, è diretto alla dichiarazione della illegittimità del distacco operato dall’amministrazione comunale.

Il ricorso, per quanto esposto, deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione (ai sensi e con gli effetti previsti dall’art. 11, comma 2, c.p.a.: “Quando la giurisdizione è declinata dal giudice amministrativo in favore di altro giudice nazionale o viceversa, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato”.

Link al documento: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=JIQ543KUI3OHTRDUDJKUNGXHGE&q=

LA MOBILITA’ SULLA SPESA DEL PERSONALE – DELIBERAZIONI CORTE DEI CONTI SARDEGNA N. 28/2014

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Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modifiche e integrazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 gennaio 1978 n. 21 e il decreto legislativo 9 marzo 1998 n. 74 (norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna);

Visto l’art. 7 della legge 5 giugno 2003 n. 131, recante l’adeguamento dell’ordinamento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3;

Vista la nota n. 7 febbraio 2014 con la quale il Consiglio delle Autonomie ha trasmesso alla Sezione del controllo la richiesta di parere del Comune di SARDARA;

Vista la nota del 16 aprile 2014 con cui il Presidente della Sezione ha assegnato la relativa istruttoria al Consigliere Maria Paola Marcia;

Vista la nota del 30 aprile 2014 con cui il Magistrato istruttore Consigliere Maria Paola Marcia ha deferito la relazione istruttoria per la discussione collegiale;

Vista l’ordinanza n. 14/2014 con la quale il Presidente della Sezione del controllo per la Regione autonoma della Sardegna ha convocato la Sezione medesima per l’adunanza dell’8 maggio 2014 per deliberare in ordine alla richiesta di parere;

Udito il relatore Consigliere Maria Paola Marcia;

P R E M E S S O

Il Sindaco di SARDARA ha domandato:

  • Se le mobilità in entrata ex art. 30 del D. Lgs. 165/2001 in un ente soggetto al patto di stabilità vanno escluse dal tetto del “turn-over” del 40% della spesa delle cessazioni dell’anno precedente e, dunque, se è possibile coprire tramite mobilità volontaria tra enti sottoposti a limitazioni alle assunzioni tutti i posti che si renderanno vacanti, senza che tali operazioni configurino assunzioni per l’ente;
  • Se deve essere garantita la contestualità nel medesimo esercizio delle cessazioni e dei relativi movimenti in entrata del personale acquisito per mobilità.

C O N S I D E R A T O

1 Il Consiglio delle Autonomie locali ha trasmesso alla Sezione la richiesta di parere ai sensi dell’art. 7, comma 8 legge n. 131/2003, ma, pur riconoscendo alla questione sollevata rilevanza di portata generale per il sistema delle Autonomie, ne ha dichiarato l’improcedibilità non ritenendo sussistenti dubbi di carattere interpretativo, attesa la pacifica giurisprudenza delle sezioni di controllo della Corte dei conti sulla materia. Tra esse si cita la deliberazione delle Sezioni riunite n. 59/2010. La richiesta è soggettivamente ammissibile.

2 Sotto il profilo dell’ammissibilità oggettiva, l’attività consultiva intestata alla Corte dei conti da un lato deve restare circoscritta alle discipline dettate in materia di bilanci e relativi equilibri (acquisizione di entrate, gestione delle spese e spesa per gli Organi e il personale), dall’altro non può concernere fatti gestionali specifici, ma deve riguardare ambiti e oggetti di portata generale, né deve rispondere a quesiti che formano oggetto di esame da parte di altri Organi pubblici.

Il parere richiesto, concernente problematiche sui limiti finanziari al reclutamento del personale a carico del Comune, è oggettivamente ammissibile.

3. In ordine ai quesiti proposti dal Comune di Sardara, l’orientamento della giurisprudenza contabile risulta effettivamente univoco e sulla  materia del reclutamento di personale attraverso il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse (mobilità) si è recentemente pronunciata anche questa Sezione con la deliberazione n. 20/2014/PAR.

Va, pertanto, ribadito che la normativa generale prevede che le amministrazioni prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità, e che il trasferimento deve assicurare la necessaria neutralità finanziaria (D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165, art. 30 commi 1 e 2 bis).

La normativa ha ulteriormente recentemente disposto nel senso che le cessazioni dal servizio per processi di mobilità non possono essere calcolate come risparmio utile per definire l’ammontare delle disponibilità finanziarie da destinare alle assunzioni o il numero delle unità sostituibili in relazione alle limitazioni del turn over (D.L. 95/2012, art. 14 comma 7 come sostituito dal D.L. 10/2013 art. 2 comma 1 lett. b).

4. Dal quadro normativo, in conseguenza, si evincono ora compiutamente gli effetti finanziari che discendono dall’attivazione della mobilità nei confronti sia dell’Ente che acquisisce unità di personale, sia dell’Ente che cede le stesse unità e il significato da attribuirsi alla prescritta neutralità finanziaria.

Pertanto, l’Ente cedente non può computare come risparmio di spesa la diminuzione di personale che si determina, né può considerarla ai fini contemplati dall’art. 76, comma 7, D.L. 112/2008, ovvero come facilitazione alle facoltà assunzionali e diminuzione dell’incidenza della spesa per il personale nell’ambito della spesa corrente del bilancio.

Inoltre, rispondendo così al quesito sollevato dal Comune di SARDARA, per l’Ente che riceve il personale in mobilità (Ente di destinazione), fermo il rispetto di tutte le prescrizioni contenute nel citato art. 30 del D.Lgs. 165/2001, semprechè in regola con gli obiettivi del patto di stabilità (ai sensi dell’art. 76, comma 4 D.L. 112/2008 che commina il divieto di assunzioni a qualsiasi titolo per il caso del mancato rispetto del patto), si determina una operazione finanziaria neutra ai soli fini del computo annuale di cui alla legge 296/2006 (art. 1 commi 557 e 562).

Rispondendo ancora al quesito, va precisato che il Comune ricevente potrà procedere al reclutamento con le suddette modalità esclusivamente nel rispetto delle condizioni finanziarie (vedasi i parametri di incidenza della spesa di personale nell’ambito della spesa corrente del bilancio) e delle facoltà assunzionali consentite dall’art. 76, comma 7 del cit. D.L. 112/2008 (cfr. in tali termini anche Sezione controllo Campania, parere n. 37/2014 e Sezione controllo Sicilia, parere n. 13/2014).

Non risulterebbe, infatti, coerente e compatibile con le finalità complessive del sistema, ammettere alle opportunità assunzionali il Comune i cui indici finanziari superassero i limiti previsti in via generale dalla citata normativa.

5. Quanto al secondo quesito, nella normativa in esame non si dispone alcun obbligo di contestualità, ovvero di procedere con le procedure in esame nel medesimo esercizio in cui si verificano le cessazioni.