Anche in ipotesi di licenziamento disciplinare senza preavviso, non si perde il diritto alla monetizzazione delle ferie maturate, a meno che il datore di lavoro dimostri di avere invitato in precedenza il dipendente a goderne e di averlo avvisato che le ferie sarebbero andate perse – Corte di Cassazione sentenza 20444/2025

Anche in ipotesi di licenziamento disciplinare senza preavviso, non si perde il diritto alla monetizzazione delle ferie maturate, a meno che il datore di lavoro dimostri di avere invitato in precedenza il dipendente a goderne e di averlo avvisato che le ferie sarebbero andate perse - Corte di Cassazione sentenza 20444/2025

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Licenziamento disciplinare per comportamento extralavorativo – Corte di Cassazione Ordinanza 3971 del 16/2/2025

Licenziamento disciplinare per comportamento extralavorativo - Corte di Cassazione Ordinanza 3971 del 16/2/2025

Secondo indirizzo ormai consolidato della Corte, il concetto di giusta causa non si limita all’inadempimento tanto grave da giustificare la risoluzione immediata del rapporto di lavoro, ma si estende anche a condotte extralavorative che, tenute al di fuori dell’azienda e dell’orario di lavoro e non direttamente riguardanti l’esecuzione della prestazione lavorativa, nondimeno possano essere tali da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario tra le parti (da ultimo: Cass. 18 agosto 2016, n. 17166); infatti, anche condotte concernenti la vita privata del lavoratore possono in concreto risultare idonee a ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario, allorquando abbiano un riflesso, sia pure soltanto potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto compromettendo le aspettative d’un futuro puntuale adempimento dell’obbligazione lavorativa, in relazione alle specifiche mansioni o alla particolare attività; parimenti, comportamenti extralavorativi imputabili al lavoratore possono colpire interessi del datore di lavoro: il lavoratore è tenuto, infatti, non solo a fornire la prestazione richiesta, ma anche, quale obbligo accessorio, a non porre in essere, fuori dall’ambito lavorativo, comportamenti tali da ledere gli interessi morali e materiali del datore di lavoro o comprometterne il rapporto fiduciario (Cass. 19 gennaio 2015, n. 776; Cass. 31 luglio 2015, n. 16268); nondimeno, è pur sempre necessario che si tratti di comportamenti che, per la loro gravità, siano suscettibili di scuotere irrimediabilmente la fiducia del datore di lavoro perché idonei, per le concrete modalità con cui si manifestano, ad arrecare un pregiudizio, anche non necessariamente di ordine economico, agli scopi aziendali (Cass. 18 settembre 2012, n. 15654): in particolare, quando siano contrari alle norme dell’etica comune e del comune vivere civile (Cass. 1 dicembre 2014, n. 25380).
Link: https://www.aranagenzia.it/documenti-di-interesse/sezione-giuridica/corte-di-cassazione/15506-2025-04-08-10-40-45.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

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Diffamazione e licenziamento per giusta causa – Corte di Cassazione sentenza 2058/2025

Diffamazione e licenziamento per giusta causa - Corte di Cassazione sentenza 2058/2025

In tema di licenziamento per giusta causa, la violazione dei limiti della continenza formale previsti dal diritto di critica, sia in ambito aziendale tramite e-mail, sia sui social network tramite post diffamatori, può determinare una grave compromissione del vincolo fiduciario e giustificare la legittimità della sanzione espulsiva.

Link: https://www.aranagenzia.it/documenti-di-interesse/sezione-giuridica/corte-di-cassazione/15457-sezioni-lavoro-sentenza-20582025-diritto-del-lavoro-principio-generale-diffamazione-licenziamento.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=AranSegnalazioni&utm_content=Informazioni

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