Demansionamento – Scadenza incarico di posizione organizzativa – Corte di Cassazione Sentenza n. 16139/2024

Demansionamento – Scadenza incarico di posizione organizzativa - Corte di Cassazione Sentenza n. 16139/2024

La Corte richiama la precedente decisione in merito (Cass. Sez. L, 15-10-2020, n. 22405) con la quale ha previsto che “il conferimento dell’ incarico di posizione organizzativa in favore di dipendente inquadrato nella posizione D3 del C.C.N.L. del 31 marzo 2009 comparto Regioni ed Autonomie locali – posizione alla quale non può attribuirsi alcun carattere di apicalità in termini di mansioni, differenziandosi solo sotto il profilo economico dalle altre posizioni della categoria D, non contraddistinta dallo svolgimento di compiti di responsabilità di un servizio – determina un mutamento non di profilo professionale, bensì di mere funzioni, comportanti unicamente l’attribuzione di una posizione di responsabilità con correlato beneficio economico, funzioni che cessano alla naturale scadenza dell’ incarico; ne consegue che, costituendo il rinnovo dell’incarico stesso una facoltà del datore di lavoro pubblico, il mancato esercizio della facoltà in questione – che non richiede alcuna determinazione, né motivazione – non può dar luogo a demansionamento”.

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Whistleblowing – art 54-bis del D.lgs. 165/2001 – Corte di Cassazione Ordinanza n. 17715/2024

La tutela del dipendente che segnala illeciti altrui (c.d. whistleblowing) salvaguarda il medesimo dalle sanzioni disciplinari o da reazioni ritorsive conseguenti alla sua denuncia, ma non istituisce un’esimente per gli autonomi illeciti che egli abbia commesso. La registrazione di conversazioni tra un dipendente e i suoi colleghi presenti, all’insaputa dei conversanti, può essere legittima se vi è una necessità difensiva e se l’utilizzo della registrazione avviene solo in funzione del perseguimento di tale finalità. L’applicazione delle tutele previste dall’art. 54-bis D.Lgs. n. 165 del 2001 nel caso di whistleblowing non autorizza improprie attività investigative o la violazione dei limiti posti dalla legge nella raccolta di informazioni sull’illecito segnalato.
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Impiego Pubblico – Trattamento economico – Corte di Cassazione Ordinanza n. 16150/2024

Impiego Pubblico – Trattamento economico - Corte di Cassazione Ordinanza n. 16150/2024

Secondo costante orientamento della Corte nel pubblico impiego privatizzato – nel quale il rapporto di lavoro è disciplinato esclusivamente dalla legge e dalla contrattazione collettiva – non possono essere attribuiti trattamenti economici non previsti dalle suddette fonti, nemmeno se di miglior favore (Cass. Sez. L – Ordinanza n. 31387 del 02/12/2019). Da ciò deriva che, in tema di pubblico impiego contrattualizzato, ai sensi dell’art. 2, comma 3, D.Lgs. n. 165/2001, l’attribuzione dei trattamenti economici è riservata alla contrattazione collettiva, sicché non è sufficiente a tale scopo un atto deliberativo della P.A. ma occorre, a pena di nullità, la conformità di tale atto alla contrattazione collettiva (Cass. Sez. L – Ordinanza n. 17226 del 18/08/2020).

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