LA SPESA DEL SEGRETARIO IN CONVENZIONE E’ PER INTERO A CARICO DELL’ENTE CAPOFILA – CORTE DEI CONTI SEZIONE AUTONOMIE N. 17/SEZAUT/2013/QMIG

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Per l’esame della questione in argomento è, innanzi tutto, necessario considerare l’indirizzo assunto dalle Sezioni Riunite con la Delibera n.27/2011, secondo la quale, nell’aggregato spesa di personale, da considerare ai fini del confronto tra spesa di personale e spesa corrente, andrebbero incluse tutte le voci descritte nelle Linee guida al bilancio di previsione per il 2010 (Linee guida emanate, ai sensi dell’art. 1, comma 166 della legge n. 266/2005, dalla Delibera della Sezione delle autonomie n.2/2011 e, in specie, i punti n. 7.2, 7.3 e 7.4 del questionario allegato, il cui contenuto sarebbe confermato dalle linee guida vigenti), voci che sarebbero in parte escluse ai fini dell’applicazione del comma 557 dell’art.1 della L. 296/2006 (L.F.2007). Per le Sezioni Riunite la voce “spesa di personale”, quando è riferita all’obiettivo di contenimento basato sul raffronto con la spesa corrente, deve tenere conto di tutte le componenti, siano esse incluse o escluse dall’art.1, c.557 della L.296/2006 (L.F. 2007) che, invece, considera la spesa di personale rispetto alla spesa storica. Trattasi, infatti, non di un semplice obbligo di riduzione di spesa, quanto di un limite strutturale alle assunzioni, che dovrebbe operare anche quando si tratti di organismi partecipati o comunque facenti capo all’ente (come le convenzioni). Pur non esistendo una disposizione normativa che indichi sicuramente quali siano le componenti dell’aggregato spesa di personale, e quindi quali siano le voci da includere e quelle, viceversa, da escludere, per il vincolo che fa riferimento al rapporto spesa di personale spesa corrente, è stato ritenuto preferibile non ammettere l’esclusione.
In sintesi, se è vero che l’aggregato per la verifica dell’obbligo di riduzione ex art.1, comma 557 e l’aggregato da usare per il calcolo del rapporto percentuale tra le due spese non coincidono, è anche vero che risulta coerente con il vigente sistema di contenimento delle assunzioni, e quindi preferibile, prendere in considerazione la spesa di personale intesa nel suo complesso.
Nell’indirizzo formulato dal comune istante, le spese rimborsate dovrebbero essere invece escluse dall’aggregato spese di personale e, in specie, le quote parte di spesa relativa all’emolumento del segretario, che restano a carico di altri enti e non confluiscono nella spesa generale dell’ente, con ciò comportando una riduzione della voce complessiva “spese di personale”.
La Sezione regionale di controllo per la Basilicata, prospettando, come già detto, una soluzione allineata a quella appena descritta delle Sezioni Riunite, ritiene che l’intera spesa sostenuta per il segretario debba essere considerata spesa di personale dell’ente capofila.
Pertanto, anche nel caso esaminato della convenzione, il rapporto di servizio del dipendente/segretario che presta la sua opera anche presso un ente diverso da quello di assegnazione principale rimane, sotto il profilo del rapporto organico, in capo al comune capofila e l’inscindibilità del rapporto stesso non consente di considerare la spesa per il dipendente solo per una quota parte. La Sezione per la Basilicata estende, come accennato, le proprie riflessioni anche all’istituto del comando, per prospettarne l’accennata analogia con la convenzione. Nel comando, la spesa per il dipendente utilizzato presso altra amministrazione rimane in carico al bilancio dell’ente di provenienza, a causa dell’inscindibilità del rapporto organico, e questo nonostante presti la sua opera presso l’amministrazione di destinazione che, come nella convenzione, provvede in seguito al rimborso.
Nel caso di specie, relativo alla figura del segretario non si ritiene che si possa suddividere la spesa pro quota, ai fini del limite. Ciò comporterebbe l’abbassamento della soglia di legge e la conseguente possibilità di elusione del c.d. “blocco” delle assunzioni. In effetti, se si detraessero le quote rimborsate per la convenzione dalle spese di personale, si verrebbe a ridurre il rapporto d’incidenza sulla spesa corrente, con la conseguente possibilità per l’ente di procedere ad assunzioni.
Il rigore che ispira tutta la recente normativa in tema di spesa di personale induce a ritenere opportuno che il relativo aggregato sia da intendere come consolidato, evitando che si apra un varco nella linea di contenimento della spesa.
La Sezione per la Basilicata ha anche sostenuto l’assimilabilità della convenzione all’unione. Resta tuttavia innegabile che l’unione è figura giuridica che è stata oggetto di recente modifica e che va ad acquisire un ruolo centrale nello sviluppo dell’ordinamento degli enti locali.
Per queste ragioni e considerato che la soluzione della problematica relativa all’unione non è rilevante ai fini della decisione sulla fattispecie sottoposta dal Comune istante, si ritiene che il caso dell’unione meriti ulteriori momenti di approfondimento, anche alla luce delle problematiche che una più ampia utilizzazione di tale figura potrà fare emergere. In particolare si dovranno valutare gli effetti della ripartizione del personale tra gli enti compartecipi e l’assegnazione all’unione, dopo la fase di consolidamento dei conti.

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