Applicazione riforma Brunetta

Vi è innanzitutto la preoccupazione su cosa possa succedere a quelle amministrazioni

che non hanno ancora adottato le modifiche al regolamento sull’ordinamento degli

uffici e dei servizi e al sistema di valutazione. Quello del 31 dicembre 2010 non era

certo un termine perentorio. C’è ancora spazio di azione, purché tutto avvenga in

tempi ristretti. È infatti fondamentale che l’organizzazione e i dipendenti siano a

conoscenza delle modalità di svolgimento della valutazione fin dai primi mesi dell’anno

per evitare di inficiare tutta la procedura. La questione più accesa è però

l’introduzione della premialità attraverso le fasce di merito. Se l’ente non si adegua

con un proprio sistema, scatteranno le fasce previste per le altre amministrazioni?

La lettura della riforma Brunetta non è così agevole da questo punto di vista.

L’articolo 31 comma 4 prevede infatti che sì, scatteranno le regole delle

amministrazioni centrali, ma solo per il mancato adeguamento alle norme relative al

ciclo di gestione della performance e all’adozione del nuovo sistema di valutazione

individuale. Le fasce per gli enti locali sono però disciplinate al comma 2. Quindi i casi

sono due: o l’obbligo di introdurre le fasce per gli enti locali era immediato, oppure

siamo in presenza di una disposizione che, non prevedendo un termine preciso di

adeguamento, né un automatismo in caso di inerzia delle amministrazioni, non ha

scadenze particolari.

Si attendono veramente istruzioni per l’uso.

Nel frattempo il tribunale del lavoro di Pesaro ha ribaltato l’orientamento consolidato

dai tribunali di Torino, Salerno e Trieste sulla data di entrata in vigore della riforma

Brunetta per le relazioni sindacali. Con la sentenza 417/2010 si evidenzia l’immediata

operatività dell’articolo 5 del Dlgs 165/2001 e, quindi, la necessaria concertazione con

le organizzazioni sindacali prima dell’adozione di nuove disposizioni organizzative di

lavoro deve intendersi sostituita di diritto con la nuova previsione che stabilisce

unicamente la previa comunicazione.

G. Bert.

Spesa del personale e responsabilità

Per la corte dei conti della Lombardia il superamento dei vincoli alle uscite può

determinare una responsabilità erariale a violazione delle norme sul contenimento

delle spese di personale può essere fonte di responsabilità amministrativa

patrimoniale. Parola della Corte dei conti della Lombardia. I magistrati contabili sono

stati chiamati ad esprimere un parere in merito alle possibili sanzioni da erogare in

caso di mancato rispetto del comma 557 della legge finanziaria 2007, ovvero alla

possibilità di assumere pur sapendo che l’assunzione programmata porterebbe nel

2011 a uno sforamento del limite di spesa fissato nel 2010. Fino al Dl 78/2010 il

sistema legislativo non prevedeva alcuna sanzione sul tema. Con la manovra estiva è

stato esteso al mancato contenimento delle spese di personale quel divieto di

assunzione già previsto per il mancato raggiungimento degli obiettivi del patto di

stabilità. Agli enti che non rispettano il comma 557 è quindi vietato procedere ad

assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale,

compresi i rapporti di collaborazione continuata e continuativa e i rapporti di

somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. Agli

stessi enti è vietata anche la stipula di contratti di servizio con soggetti privati che si

configurino come elusivi della stessa disposizione.

Per la verifica della responsabilità amministrativa-erariale sono necessari ulteriori

elementi quali il dolo e/o la colpa grave nonché l’elemento oggettivo, cioè un danno

economicamente valutabile, causato all’ente nell’esercizio di funzioni amministrative e

con violazione di obblighi di servizio. Intanto, però, se ne parla e quindi è opportuno

che le politiche relative alle assunzioni che le amministrazioni locali sono in procinto di

adottare in questo inizio anno siano predisposte con estrema cautela, soprattutto

tenendo conto del fatto che dopo il Dl 78/2010 non è ammessa alcuna possibilità di

deroga al contenimento della spesa di personale.

Sulla questione è peraltro intervenuta la Corte dei conti della Lombardia con la

delibera 1067/2010, per precisare quale base sia da prendere come riferimento per

l’ente che avesse derogato prima del 31 maggio 2010.

L’ente dovrà assicurare la riduzione della spesa rispetto all’anno precedente nel quale

la spesa è stata maggiore rispetto a quella del 2009 a causa della deroga. Tuttavia,

siccome l’utilizzo della deroga era legittimo fino alla data del 31 maggio 2010, è

evidente che la spesa di personale del 2010 – da utilizzare quale base di riferimento in

relazione a quella per il 2011 – è la spesa lecitamente effettuata in corso d’anno,

anche se superiore a quella del 2009, purché la quota di maggiorazione (rispetto al

2009) sia riconducibile alla deroga.

Gianluca Bretagna