POSIZIONI ORGANIZZATIVE E LIMITE DEL FONDO – CORTE DEI CONTI LOMBARDIA N. 225 DEL 2013

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A dire il vero, il quesito posto dal Comune di Predore non appare del tutto chiaro. Ci si riferisce, comunque, all’interpretazione dell’art. 9 comma 2bis della legge n. 122/2010, con riferimento alla retribuzione spettante a personale dipendente a cui sono state attribuite posizioni organizzative.

Questa Sezione ha già avuto modo di fornire pareri sulla materia.

Il Comune richiedente potrà, quindi, fare riferimento anche ai precedenti pareri n. 59/2012, n. 423/2012, n. 489/2012, n. 1/2013, n. 49/2013.

Il comma 2-bis dell’art. 9 del D.L. n. 78/2010, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, Legge 30 luglio 2010, n.122, così stabilisce: “A decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non può superare il corrispondente importo dell’anno 2010 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio”.

Il testo della norma è chiaro e non può creare alcun dubbio.

Nel parere n. 59/2012 si legge: ” viene, in sostanza, introdotto un tetto all’ammontare complessivo delle risorse destinate alla contrattazione decentrata, escludendo, quindi, qualsiasi possibilità di alimentazione automatica del fondo”.

Il parere n. 49/2013 così conferma: “l’art. 9 comma 2 bis è una disposizione che, in via di principio, non sembra ammettere deroghe o esclusioni, in quanto la regola generale, voluta dal legislatore, è di porre un limite alla crescita dei fondi della contrattazione integrativa, destinati alla generalità dei dipendenti dell’ente pubblico.”

Il riferimento all’anno 2010 è quindi ineludibile.

La circ. M.E.F. n. 12 del 15 aprile 2011, non fa che indicare la corretta applicazione relativa all’art. 9 del D.L. n. 78/2010, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, Legge 30 luglio 2010, n.122. Detta circolare interpreta l’esecutività di tutto l’art. 9, riferendosi ad ogni singolo comma, compreso il comma 2-bis ( il cui commento è da mettere in relazione con quanto scritto circa il comma 1).

Il comma 2 bis, dunque, dovrà essere applicato tenendo conto, quale elemento integrativo, di quanto enunciato dalla circolare.

Non si intravede infatti, alcuna discrasia applicativa tra il testo della norma di cui in parola e quello contenuto nella citata circolare M.E.F.

Detto questo in linea di principio, “si deve ritenere che nel calcolo dell’ammontare complessivo delle risorse previste per il trattamento accessorio, tanto per la definizione del limite (totale del 2010), tanto per il computo del monte dell’anno di riferimento, si deve tenere conto solo delle somme rinvenienti dal fondo per la contrattazione decentrata e non di quelle attinte direttamente dal bilancio.”

E’ da ritenere che le retribuzioni derivanti dall’attribuzione di posizioni organizzative facciano capo direttamente al bilancio del Comune.

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