REGOLAMENTO PESATURA DIRIGENZA E POSIZIONI ORGANIZZATIVE

REGOLAMENTO PER LA PESATURA DELLA DIRIGENZA E DISCIPLINA DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE AI SENSI DEI CCNL DEL COMPARTO FUNZIONI LOCALI

 

APPROVATO CON DELIBERA DI GIUNTA N. ___ DEL ________

 

 

  1. PREMESSA

 

  1. Il presente Regolamento si applica sia ai dirigenti che alle posizioni organizzative ai fini della quantificazione del valore economico dell’indennità di posizione ai sensi e in conformità delle previsioni dei rispettivi Contratti Collettivi Nazionali del Comparto Funzioni Locali.

 

2.      LE POSIZIONI DIRIGENZIALI

 

  1. L’art. 33, Struttura della retribuzione, del CCNL per l’Area dirigenziale del comparto Regioni ed Enti Locali del 10.04.1996 stabilisce che la struttura della retribuzione della qualifica unica dirigenziale si compone delle seguenti voci:
    1. stipendio tabellare;
    2. indennità integrativa speciale;
    3. retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;
    4. retribuzione di posizione;
    5. retribuzione di risultato.

 

  1. L’art. 39, Retribuzione di posizione e graduazione delle funzioni, del contratto di cui al capoverso precedente dispone ai c. 1, 2 e 3 che:
    1. Sia il Fondo del salario accessorio della dirigenza per la retribuzione di posizione e risultato a finanziare la retribuzione di posizione al fine di assegnare ai dirigenti un trattamento economico effettivamente correlato alle funzioni attribuite e alle connesse responsabilità;
    2. Le amministrazioni determinano la graduazione delle funzioni dirigenziali e che le funzioni sono graduate tenendo conto di parametri connessi:
  1. alla collocazione nella struttura;
  2. alla complessità organizzativa;
  • alle responsabilità gestionali interne ed esterne;
    1. Le amministrazioni attribuiscono un valore economico ad ogni posizione dirigenziale prevista nell’assetto organizzativo dell’ente in base alle risultanze della graduazione di cui al comma precedente e secondo i criteri indicati negli art. 40, 41 e 42.

 

  1. L’art. 27, Retribuzione di posizione, del CCNL del 23.12.1999 nel disciplinare la retribuzione di posizione dei dirigenti prescrive che gli enti determinano i valori economici della retribuzione di posizione delle funzioni dirigenziali previste dai rispettivi ordinamenti nei limiti delle risorse dell’art. 26, Finanziamento della retribuzione di risultato, entro un valore minimo di Lire 17.000.000 ed un valore massimo di Lire 82.000.000, che l’art. 5 c. 3 del CCNL del 03.08.2010 ha quantificato in un minimo di Euro 11.533,17 e in un massimo di Euro 45.102,87.

 

3.      CRITERI DI GRADUAZIONE DELLE POSIZIONI DIRIGENZIALI CON CONNESSA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E DI RISULTATO

 

  1. La graduazione delle posizioni dirigenziali è volta a individuare il punteggio in corrispondenza del quale viene stabilita la retribuzione di posizione all’interno dei limiti indicati nell’articolo precedente.
  2. Il giudizio sui singoli indicatori relativi alla pesatura della posizione viene espresso attraverso l’attribuzione di un punteggio e gli indicatori sono quelli di cui all’allegata scheda “A)”, su tutti questi indicatori viene espresso un giudizio che va dal basso verso l’alto in base al grado di soddisfazione dell’indicatore, al giudizio corrisponde l’attribuzione di un punteggio secondo il sistema espresso nella scheda che segue il cui punteggio massimo raggiungibile è di 250 punti.
  3. In base al percorso delineato a ciascuna posizione viene attribuito un valore numerico equivalente alla somma dei valori riportati per ciascun fattore di valutazione.
  4. L’individuazione degli importi economici corrispondenti ai punteggi calcolati è determinato in ragione all’ammontare annuale complessivo delle risorse stanziate nel Fondo del salario accessorio della dirigenza per il finanziamento delle indennità di posizione e risultato, ovvero ogni importo economico da attribuire alla singola posizione dirigenziale si ottiene dividendo il monte delle risorse disponibili per la somma di tutti i punteggi attribuiti a tutte le posizioni e moltiplicando quest’ultimo per ogni singolo punteggio attribuito alla posizione.
  5. Nell’ipotesi di conferimento ad un dirigente di un incarico ad interim relativo ad altra posizione, per la durata dello stesso incarico al dirigente nell’ambito della retribuzione di risultato, è attribuito un ulteriore importo pari al 25% del valore economico della retribuzione di posizione prevista per la posizione dirigenziale oggetto dell’incarico ad interim da liquidare come indennità di risultato e soggetta quindi alla valutazione della performance.
  6. Gli enti definiscono i criteri per la determinazione e per l’erogazione annuale della retribuzione di risultato dei dirigenti destinando a tale particolare voce retributiva, ai sensi dall’art. 28 del CCNL del 23.12.1999, la quota del 15% delle risorse complessivamente finalizzate alla erogazione della retribuzione di posizione e di risultato previste nel Fondo del salario accessorio della dirigenza, le risorse destinate al finanziamento delle indennità di posizione e non erogate per posizioni non ricoperte o ricoperte ad interim da un altro dirigente vanno a finanziare il budget del risultato nell’anno di riferimento, sono esclusi da tale meccanismo i valori economici delle posizioni eventualmente ricoperte ad interim dal Segretario Generale, tali ultime risorse vanno in economia e non possono essere riportate a finanziare il Fondo dell’anno successivo.

 

  1. LE POSIZIONI ORGANIZZATIVE

 

  1. L’istituzione delle posizioni organizzative permette di individuare all’interno dell’attuale struttura organizzativa dell’Ente ruoli intermedi a cui attribuire responsabilità di gestione e livelli di autonomia particolari, esse hanno, quindi, un’importanza essenziale nell’assetto strutturale e nello svolgimento dei processi operativi dell’Ente in quanto il loro scopo è quello di assicurare e presidiare il momento di cerniera tra la fase politico decisionale e le fasi più operative dell’attività dell’ente.
  2. La previsione dell’area delle posizioni organizzative presuppone una equilibrata differenziazione del peso e quindi anche dei valori economici delle diverse posizioni ricercando soluzioni che sfruttino appieno l’ampio ventaglio reso disponibile dal contratto anche al fine di offrire serie prospettive di miglioramento di carriera e di apprezzamento economico al personale della categoria D, o nei casi previsti a categorie inferiori, attraverso una politica mirata di sviluppo delle potenzialità organizzative e gestionali dei singoli che possono essere premiate mediante il progressivo affidamento di incarichi sempre più importanti e maggiormente remunerati.
  3. Si intende quindi proporre un sistema flessibile volto a privilegiare un’esatta corrispondenza del punteggio agli elementi qualitativi e quantitativi che caratterizzano la singola PO e che tenga conto delle peculiarità del Comune.
  4. La revisione dell’attuale procedimento di graduazione delle posizioni forma oggetto di informzione alle OO.SS, l’eventuale risultato del relativo confronto troverà la naturale formalizzazione nell’apposito documento di criteri e indirizzi che dovrà essere adottato dalla Giunta.

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