OBBLIGO SCORRIMENTO GRADUATORIE DISTINZIONE PER CATEGORIA E PROFILO PROFESSIONALE – SENTENZA CONSIGLIO DI STATO N. 01186/2015

graduatoria concorso

 

 

 

 

 

1. Con ricorso proposto dinanzi al TAR per il Lazio, Sezione staccata di Latina, il Sig. Daniele Antonucci invocava l’annullamento della delibera di Giunta Comunale n.105 dell’1 aprile 2014 avente ad oggetto: “Fabbisogno triennale del personale 2014/2016.”

2. Il primo giudice con la pronuncia indicata in epigrafe dichiarava inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione, sostenendo la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario, in quanto la controversia ha ad oggetto il diritto allo scorrimento della graduatoria in cui è compreso il ricorrente con la conseguenza che non sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, che, in materia di rapporti di lavoro “contrattualizzati”, si “arresta” con l’approvazione della graduatoria del concorso, non risultando rilevante che nella controversia venga in rilievo un atto organizzativo ovvero la nota del 19 maggio 2014, che rifiutava l’inserimento della graduatoria in cui è collocato il ricorrente tra le graduatorie di concorso valide ed efficaci oggetto di rilevazione ex articolo 4, comma 5, d.l. 31 agosto 2013 n. 101, convertito in legge con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.

2. Con l’odierno gravame l’originario ricorrente sostiene l’erroneità della sentenza di prime cure, in quanto la pretesa allo scorrimento di una graduatoria in corso di validità rappresenterebbe un interesse legittimo di fronte alla decisione dell’amministrazione di utilizzare un’altra forma di reclutamento, perché in questo caso l’atto organizzativo non si configurerebbe quale atto presupposto, ma quale atto lesivo dell’interesse legittimo del concorrente, come testimonierebbe la giurisprudenza del Consiglio di Stato e della Cassazione.

3. Costituitasi in giudizio l’amministrazione comunale chiede la conferma della sentenza impugnata.

4. Con memoria del 22 gennaio 2015 l’appellante ribadisce le proprie conclusioni.

5. In data 12 febbraio 2015 l’amministrazione comunale deposita memoria, che risulta tardiva per il mancato rispetto del termine fissato dagli artt. 73, 87 e 105 c.p.a.

6. L’appello è fondato e deve essere accolto, non potendosi condividere le conclusioni alle quali è giunto il giudice di prime cure. Al riguardo, infatti, occorre osservare che sia la giurisprudenza della Suprema Corte che quella del Consiglio di Stato, ha chiarito che in materia di procedure concorsuali e di scorrimento della graduatoria, nel caso di indizione di un nuovo concorso, l’amministrazione esercita un potere autoritativo, di fronte al quale il candidato idoneo vanta solo un interesse legittimo tutelabile davanti al giudice amministrativo D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 63, comma 4 (v. Cass. S.U.18-6-2008 n. 16527, Id. 16-11-2009 n. 24185, Id. 6-5-2013 n. 10404, Id. 3-2-2014, n. 2290; Id., 29 novembre 2013, n. 26774; Cons. St., Sez. V, 27 dicembre 2013, n. 6248, Id., 10 settembre 2012, n. 4770, Id., Ad. Plen. 28 luglio 2011, n. 14). Pertanto, la contestazione dell’atto organizzativo con il quale l’amministrazione sceglie un percorso diverso da quello dello scorrimento della graduatoria incide non sul diritto soggettivo del concorrente idoneo, ma sul suo interesse legittimo, di modo che si radica la giurisdizione del g.a. Infatti, l’amministrazione mantiene pur in costanza di una graduatoria ancora efficace il potere di non utilizzare lo strumento in questione per il reperimento di nuovo personale, ciò non toglie, però, che questo potere discrezionale si interfacci con l’interesse legittimo dei concorrenti utilmente collocati. Ciò configura una chiara ipotesi di giurisdizione del g.a. contrariamente a quanto sostenuto nella sentenza di prime cure.

7. L’appello, pertanto, deve essere accolto. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

Link: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mday/mdiz/~edisp/25mjc4ii2bnrz324ymdrqgyuhy.html

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